“Know the history” – Storia in breve del Celtic Glasgow

Padre Walfrid, fondatore del Celtic Glasgow Football Club.

Fondazione ed esordi:
Il Celtic venne costituito formalmente il 6 novembre 1887. La sede della fondazione fu la Chiesa cattolica di Santa Maria ad East Rose Street (oggi Forbes Street), Calton, Glasgow, su iniziativa di un frate mariano chiamato Fratello Walfrid, originario di Ballymote, villaggio irlandese della Contea di Sligo. L’iniziativa, almeno originariamente, era a scopo di carità, per la The Poor Children’s Dinner Table, una sorta di organizzazione a sostegno dei cattolici della città. L’esempio principale da cui partì l’idea del frate fu quella dell’Hibernian F.C., club di Edimburgo fondato per motivi simili 30 anni prima (anche se oggi è molto più neutrale della squadra di Glasgow).
Il nome Celtic fu scelto per richiamare le radici storico-culturali di natura celtica delle popolazioni scozzesi e irlandesi. Il soprannome ufficiale della formazione invece, Bhoys, deriverebbe dall’usanza di molta gente di chiamare i calciatori dei primi anni della squadra bianco-verde bold boys (“ragazzi audaci”): il club fece subito propria questa definizione, tanto che una cartolina di inizio ‘900 ritraeva la squadra con impressa una scritta the Bould Bhoys, dove l’aggiunta della “u” e della “h” di troppo riflettevano un richiamo all’accento particolare della parlata irlandese.
La prima partita del Celtic fu disputata il 28 maggio 1888, quando sconfisse in amichevole quelli che sarebbero stati i rivali di sempre, i Rangers, per 5-2. Il primo gol storico del club fu siglato da Neil McCallum, anche se la compagine di quel match era composta per gran parte da giocatori prestati dall’Hibernian.

Willie Maley, primo manager della storia del Celtic.Era Maley:
Il primo manager della storia del Celtic fu Willie Maley, che guidò il club alla conquista di 30 trofei di elevata importanza per addirittura 43 anni. Nel 1892 il Celtic vinse la Coppa di Scozia per la prima volta, mentre nel 1893 vinse il suo primo campionato. Fu la prima squadra in Scozia a registrare un record: il Celtic infatti vinse ben sei campionati di fila, ovvero dal 1904 al 1910, record che rimase imbattuto per circa settant’anni, precisamente fino al 1971, quando fu prima raggiunto e poi sorpassato dallo stesso Celtic guidato da Jock Stein. Dopo il dominio dei primi campionati, nel 1930 venne superato, come numero di successi in campionato, dai Rangers. Da allora questi ultimi detengono il record di “scudetti” scozzesi.
Nel 1939 un altro prestigioso trofeo si aggiunse alla bacheca del Celtic, che sconfisse gli inglesi dell’Everton per 1–0 ad Ibrox Park si aggiudicò l’Empire Exhibition Trophy, che con la Coronation Cup vinta nel 1953, è uno dei trofei più cari ai sostenitori del club, per la sua natura di torneo unico nella storia (fu giocato solo quell’anno).
Il periodo di Maley fu contraddistinto anche, purtroppo, da una tragedia, accaduta durante un match della Old Firm, ovvero quando il portiere John Thomson rimase ucciso in un incidente in campo gettandosi coraggiosamente sui piedi dell’avversario Sam English ma riportando una frattura al cranio grave che ne causò la morte in ospedale la sera stessa.
Nel 1938 venne raggiunto un record tuttora imbattuto: quello dei record di spettatori per una partita di calcio di un club europeo. A vedere Celtic-Aberdeen (la finale della Coppa di Scozia) all’Hampden Park di Glasgow c’erano 146.433 spettatori.

Jock Stein con la Coronation Cup, torneo istituito nel 1953 per celebrare l'incoronazione della regina d'Inghilterra Elisabetta IIDurante e dopo la guerra:
L’ex calciatore della squadra Jimmy McStay divenne manager del club durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, dal 1940 al 1945. Comunque, non fu giocata alcuna competizione ufficiale in quel periodo.
Nel 1945 fu sostituito dall’altrettanto ex, oltre che vecchio capitano, Jimmy McGrory. Sotto la sua guida, il Celtic si mise in luce per varie prestazioni rimaste nella storia. Nel maggio del 1953 la squadra scozzese partecipò ad un torneo unico nella storia, la Coronation Cup istituita eccezionalmente per l’evento dell’incoronazione della regina Elisabetta II, nel quale il Celtic batté Hibernian, Arsenal e Manchester United.
Il 19 ottobre 1957, invece, il Celtic inflisse ai Rangers un 7–1 da record nella finale della Coppa di Lega Scozzese all’Hampden Park di Glasgow, rivincendo il titolo che avevano vinto una sola volta nella loro storia e, paradossalmente, proprio l’anno prima. Il punteggio rimane insuperato ad oggi in una finale di una coppa nazionale britannica. Questa potrebbe essere stata la prima occasione in cui fu cantato You’ll Never Walk Alone. La vittoria è ancora celebrata dai sostenitori bianco-verdi, che spesso la ricordano in un coro, “Hampden in the sun” sulle note della canzone “Island in the Sun”.

I "Lisbon Lions" (I leoni di Lisbona) , la squadra vincitrice della storica Coppa dei Campioni nel 1967.Stein ed i “Lisbon Lions”:
Jock Stein sostituì McGrory nel 1965. Anch’egli ex-giocatore oltre che capitano della squadra, Stein è di sicuro molto più ricordato per i grandi traguardi raggiunti da allenatore del Celtic, ed è considerato da molti uno dei migliori manager di sempre. In ambito casalingo guidò il Celtic attraverso ben nove titoli nazionali di fila, esattamante dal 1966 al 1974, che divenne al tempo congiuntamente un record per la Scozia e per il mondo (mai raggiunto fino al 1997).
Ma fu il 1967 l’anno glorioso della squadra bianco-verde, quando il Celtic vinse ogni competizione alla quale partecipò: il campionato scozzese, la Coppa di Scozia, la Coppa di Lega scozzese, la Glasgow Cup e, soprattutto, la Coppa Campioni. Capitanati da Billy McNeill, i Bhoys sconfissero in finale l’Inter 2-1 all’Estádio Nacional di Lisbona, Portogallo, il 25 maggio 1967: proprio per la località della finale, i calciatori passarono alla storia come Lisbon Lions (“Leoni di Lisbona“). Bobby Lennox, Bobby Murdoch e Jimmy ‘Jinky’ Johnstone tra i più acclamati giocatori della storia della squadra, facevano parte di quella squadra formata, oltretutto, da ragazzi provenienti tutti da Glasgow e dintorni. La gradinata est dello stadio Celtic Park è dedicata proprio ai Lisbon Lions, mentre quella occidentale a Jock Stein.
Non pago della vittoria europea del ’67, il Celtic di Stein si ripresentò in finale di Coppa Campioni nel 1970, ma vennero questa volta sconfitti per 2-1 dagli olandesi del Feyenoord nello stadio “San Siro” di Milano.
Il 1970 è da ricordare anche per un altro record, tuttora imbattuto: il maggior numero di spettatori per una partita di calcio valida per una coppa europea. Avvenne nella semifinale di quella stessa competizione, quando il Celtic affrontò gli inglesi del Leeds United: la partita di ritorno giocata a Hampden Park venne vista da 133.961 spettatori ed il Celtic vinse entrambe le partite disputate contro gli inglesi.

Billy McNeill, capitano dei "Lisbon Lions".Gli anni di Cesar:
Dopo la lunga e gloriosa era di Stein, nel 1978 passò alla guida del Celtic Billy McNeill (soprannominato “Cesar”), ex calciatore e capitano dei Lisbon Lions, che iniziò subito la sua carriera da allenatore in grande strappando il titolo nazionale ai rivalissimi Rangers con una vittoria per 4-2 nell’ultima partita della stagione. McNeill condusse il Celtic alla vittoria di altri due titoli nazionali, rispettivamente nel biennio 1981 e 1982, oltre che entrambe le coppe nazionali, ovvero la Coppa di Scozia nel 1980 e la Coppa di Lega nel 1982. Tuttavia, la mancanza di prestazioni brillanti in Europa e delle dispute su dei fondi economici destinati ai trasferimenti dei calciatori segnalarono ben presto che l’avventura sulla panchina del vecchio eroe di Lisbona sarebbe durata poco, ed infatti lasciò il club nel 1983.

Frank McAvennie, attaccante scozzese del Celtic durante gli anni '80 e '90.Davie Hay ed i “Broken Hearts”:
Fu un altro ex calciatore, David Hay, a sostituire McNeill nel luglio 1983, e ci vollero ben due anni prima che il Celtic tornasse a vincere qualcosa. Nel 1985 il Celtic rimontò un 1-0 di fine primo tempo vincendo per 2-1 contro il Dundee United nella finale del centenario della Coppa di Scozia, grazie a un calcio di punizione incredibile di Davie Provan ed a un gol di testa in tuffo di Frank McGarvey. L’anno seguente la formazione bianco-verde si aggiudicò il titolo nazionale all’ultima giornata nella peggiore e meno probabile delle circostanze: per vincere il campionato, infatti, il Celtic doveva vincere la sua ultima gara con almeno tre gol di scarto contro il St. Mirren e al contempo sperare che gli Hearts perdessero col Dundee. Per fortuna loro, gli Hearts persero la partita 2-0, e i tre gol di scarto richiesti col St.Mirren divennero addirittura cinque, dato che il match finì 5-0. Per questa circostanza nacque il detto “broken Hearts” (gioco di parole che significa “cuori infranti”). Hay lasciò il club la stagione seguente sostituito di nuovo da McNeill, lasciando un buon ricordo nel pubblico.

Ritorno di Cesar :

Quando McNeill tornò a gestire la squadra nel 1987, il Celtic sembrò destinato ad un altro periodo di dominio assoluto, stabilendo un record di imbattibilità di 31 partite, culminato in una storica vittoria del campionato e di entrambe le coppe. Tuttavia, il successo iniziale fu seguito da una stagione successiva molto più modesta, soprattutto in campionato, evidenziata da una brutta sconfitta con i rivali Rangers per 5-1. La stagione successiva, nel 1989, fu salvata grazie a una vittoria della Scottish Cup battendo i Rangers 1-0 con un gol di Joe Miller. La stagione 1989-90 fu molto deludente. Il nuovo attaccante polacco del Celtic Dariusz Dziekanowski segnò quattro gol nel primo turno della Coppa UEFA contro il Partizan Belgrado, ma la squadra uscì dalla competizione per la regola dei gol fuori casa: altrettanto poco esaltante il cammino in campionato, mentre cocente la sconfitta nella coppa nazionale del 1990 contro l’Aberdeen, vincitore ai calci di rigore.

La stagione seguente il Celtic apparì fuori dai giochi in campionato molto presto, nonostante il loro centrale Paul Elliott il giocatore dell’anno. Raggiunsero la finale di Scottish League Cup per essere poi battuti dai Rangers ai supplementari. Comunque, la vendetta fu consumata nel quarto di finale della Coppa di Scozia: in una folle giornata di San Patrizio, il Celtic vinsero 2-0 con i rivali grazie alle reti di Gerry Creaney e Dariusz Wdowczyk, in una partita caratterizzata da 4 espulsioni (3 per i Rangers ed 1 per il Celtic). La soddisfazione durò poco anche in quella competizione, dato che il Celtic fu poi eliminato in semifinale dal Motherwell con un pesante 4-2, che determinò l’ultimo abbandono di McNeill alla guida del club.

Liam Brady, Neuchatel Xamax e Lou Macari:

Liam Brady fu scelto come nuovo allenatore del Celtic poco dopo l’abbandono di McNeill, divenendo soltanto l’ottavo manager dopo cento anni; ma fu anche il primo ad allenare la squadra senza mai avervi giocato. Nonostante le sue credenziali come calciatore di Arsenal e Juventus, oltre che per la Nazionale di calcio irlandese, la sua gestione risultò abbastanza fallimentare. La prestazione più deludente risale comunque al 22 ottobre 1991, quando al primo turno di Coppa UEFA contro la modesta formazione svizzera del Neuchatel Xamax, il Celtic perse 5-1, una delle peggiori sconfitte europee della storia del club. Nella partita di ritorno il Celtic non andò oltre la vittoria per 1-0, e fu eliminata con un risultato totale di 5-2 disarmante. Con una sconfitta contro l’Airdrie nella CIS Cup poche settimane prima, Brady lasciò il club molto presto, ma i cosiddetti “barren years” del club continuarono con la guida di un altro ex-calciatore, Lou Macari.

La costruzione del nuovo stadio, il Celtic Park  soprannominato  "The Paradise" dai tifosi del Celtic.Il rinnovamento di Fergus McCann:
La Bank of Scotland informò il Celtic il 3 marzo 1994 che aveva un debito superiore a 5 milioni di sterline. Fu in quel momento che l’imprenditore Fergus McCann, ormai residente in Canada, prese controllo del 51% del club: subito estromise le famiglie storiche che avevano gestito il Celtic dalla sua fondazione e cominciò un lavoro di rinnovamento. L’intervento di McCann fu per molti provvidenziale, e secondo i media riuscì ad impossessarsi del club otto minuti prima che fosse dichiarata la bancarotta.
Per ripianare il debito considerevole della squadra, McCann trasformò il Celtic in una public limited company – Celtic PLC -, quello che per noi sarebbe una società a responsabilità limitata solo con partecipazione pubblica, in un’operazione talmente riuscita da essere considerata una delle migliori nella storia dei mercati finanziari britannici. Ben presto la dirigenza ripianò il debito e rimpinguò le casse di 14 milioni di sterline, furono ampliati servizi relativi al club e, soprattutto, fu ricostruito il Celtic Park nella moderna struttura attuale, in modo da rivaleggiare ai migliori impianti europei. Sotto l’aspetto tecnico, Lou Macari fu licenziato da McCann e sostituito dall’ex calciatore Tommy Burns, che adottò un sistema di gioco molto più offensivo.
Nonostante il periodo buio a livello finanziario, e mantenendo una gestione comunque accorta dei conti economici del club, il Celtic ha comunque conseguito buoni successi. Sotto la guida di Burns, i bianco-verdi vinsero la Scottish Cup nel 1995, ma si piegarono al predominio dei rivali Rangers in campionato. Dopo l’ulteriore occasione mancata nel 1997, Burns fu esonerato con l’intero staff tecnico.
In questo periodo accadde anche un incidente piuttosto sgradevole riguardante Jim Farry, che in funzione di principale organo esecutivo della SFA, deliberatamente ritardò l’iscrizione al campionato del calciatore nazionale portoghese Jorge Cadete, lasciando il Celtic privo del suo nuovo acquisto per gran parte dei match importanti della stagione. Fergus McCann protestò con la SFA, che ritenne Jim Farry colpevole di condotta gravemente scorretta in relazione alla sua posizione.

Henrik Larsson, leggendario attaccante svedese acquistato dal Fyenoord nell'estate del 1997.L’anno di Jansen:
Dopo le dimissioni di Burns, tutti si aspettavano l’incarico affidato all’ex difensore della squadra Roy Aitken. Invece, la dirigenza scelse a sorpresa il tecnico olandese Wim Jansen, cambiando inoltre alcune posizioni all’interno del club: la posizione centrale del manager fu abolita, e fu istituita una doppia figura, l’head coach (l’allenatore) e il general manager. Quest’ultimo compito fu affidato, non senza controversie, al legale ed ex commentatore televisivo Jock Brown. Jansen fu aiutato da Murdo MacLeod nella gestione tecnica della squadra.
Con parecchi nuovi ingaggi, tra i quali quello di Henrik Larsson, uomo simbolo del Celtic anni ’90, per un prezzo di £.650.000 dagli olandesi del Feyenoord (Rotterdam), il Celtic si aggiudicò la Scottish League Cup, prima di superare i Rangers nella vittoria del campionato, per la prima volta in circa dieci anni, sebbene per il successo si sia dovuta attendere un vittoria all’ultima giornata contro il St Johnstone F.C..
Nonostante il trionfo, i festeggiamenti per la vittoria del titolo si svilirono quando a Jansen non furono garantiti fondi extra per rafforzare l’organico: il tecnico olandese si dimise appena due giorni dopo la vittoria del titolo, mentre Brown lo seguì poco dopo.

Doctor Jo:
Si speculò su una gran quantità di nomi dopo l’addio a sorpresa di Jansen per la guida tecnica della squadra, ma l’uomo scelto in seguito fu l’inaspettato slovacco Jozef Vengloš. La decisione portò molto disappunto tra i tifosi, preoccupati per i risultati non esaltanti del tecnico alla guida della formazione inglese dell’Aston Villa. Le paure dei sostenitori non tardarono a concretizzarsi, dato che il Celtic fu estromesso subito dalla Champions League, dalla Coppa UEFA e dalla Coppa di Lega, ma si riprese quantomeno in campionato dove lottò per il titolo fino alla penultima giornata – e battendo anche i Rangers 5-1. In ogni caso, la squadra non sembrava effettivamente capace di competere i rivali cittafini per il titolo, ed una sconfitta nella finale di Coppa di Scozia fu solo l’ulteriore conferma della mancanza di progressi. Poco dopo la fine della stagione Vengloš si dimise da allenatore, andando a coprire il ruolo di osservatore in Europa.

La stagione di Barnes:

La stagione 1999-2000 è considerata come una delle più disastrose della storia del club. Kenny Dalglish tornò nel club, questa volta come general manager, ruolo rimasto vacante per almeno un anno, mentre la gestione tecnica della squadra fu affidata all’ex calciatore inglese del Liverpool John Barnes.
Barnes non aveva mai allenato una squadra professionistica, e le peggiori preoccupazioni della tifoseria trovarono subito riscontro subito dopo il girone d’andata, dove il titolo per il campionato era già compromesso. A seguito di una serie di risultati scadenti – tra i quali l’eliminazione dalla Coppa UEFA ed una gamba rotta a Lione per Henrik Larsson – i Rangers aumentarono il divario in maniera drammatica in testa alla classifica, suscitando le prime domande di esonero per Barnes.
Ma l’episodio più umiliante della stagione accadde l’8 febbraio del 2000, quando il Celtic ospitò una gara di Coppa di Scozia contro il Caledonian Thistle di Inverness, in forma ma modesta squadra di Division 1 scozzese (seconda serie), avversaria che sulla carta non aveva quasi possibilità di battere la compagine di Glasgow: invece la formazione delle Highlands uscì dal Celtic Park con un’incredibile vittoria per 3-1, che scatenò una protesta dei tifosi bianco-verdi, che si radunarono a centinaia fuori dallo stadio. Il quotidiano “The Sun” titolò il giorno uno dei suoi trafiletti in prima pagina come “Super Caley Go Ballistic, Celtic Are Atrocious“. Rifiutandosi di parlare alla stampa il giorno della partita, Barnes organizzò una conferenza stampa il giorno dopo, nella quale dichiarò che un litigio tra lui ed il calciatore Mark Viduka a metà primo tempo aveva influenzato molto negativamente la squadra ed era la causa principale della sconfitta. Barnes fu licenziato il mattino seguente.
Kenny Dalglish allora prese in mano la gestione dell’organico, traghettando la squadra fino a fine stagione e richiamando Tommy Burns ad aiutarlo. Nonostante il rispetto che Dalglish si procurò da parte della tifoseria, poco poté per cambiare le sorti di una stagione disgraziata, ed il club finì il campionato 21 punti dietro i Rangers. Una vittoria di Coppa di Lega sull’Aberdeen fu l’unica consolazione in una delle stagioni più brutte della storia del club.

La disperazione dei tifosi dei Bhoys a Siviglia per la sconfitta del Celtic contro il Porto nella finale di Coppa Uefa edizione 2003/04. A nulla valse una doppietta di Henrik Larsson,  il Celtic cedette ai portoghesi ai tempi supplementari perdendo per 3-2.Il quinquennio di O’Neill:
Nel 2000 fu nominato allenatore Martin O’Neill, chiamato a risollevare il club dopo il fiasco di Barnes e Dalglish. Sotto la sua gestione il Celtic si aggiudicò tre volte su cinque la Scottish Premier League.
Il 2000-2001 fu una delle stagioni più memorabili nella storia della squadra biancoverde, che ottenne il treble campionato-Coppa di Scozia-Coppa di Lega dopo trentadue anni – O’Neill fu il secondo allenatore a riuscire nell’impresa dopo Jock Stein – e si impose sui Rangers in modo netto (6–2 e 1-0 al Celtic Park; 3–0 ad Ibrox), vincendo il torneo in scioltezza.
Dal 2001 al 2004 il Celtic fece registrare una striscia di imbattibilità interna di 77 partite, che comprese anche un record per la Scottish Premier League: il maggior numero di vittorie di fila in una stagione.
In tre occasioni il Celtic di O’Neill si qualificò per la fase a gironi della UEFA Champions League e in altrettante occasioni fallì l’accesso agli ottavi di finale. Nel 2003 il Celtic raggiunse ancora una finale, in questo caso di Coppa UEFA. Gli scozzesi, però, vennero sconfitti dai portoghesi del Porto per 3-2 ai tempi supplementari. La finale venne disputata in Spagna a Siviglia. Nonostante la sconfitta gli scozzesi portarono a casa un’onorificenza importante: il premio Fair Play (sia dalla FIFA che dalla UEFA) per il comportamento esemplare tenuto dagli oltre 80.000 sostenitori arrivati nella città iberica per seguire la loro squadra.
Il campionato 2004-05 si è concluso con una sorta di Caporetto per i “Bhoys”, che all’ultima giornata hanno perso contro il Motherwell per 2-1, consegnando così il titolo agli odiati Rangers.

Il gol vittoria su punizione di Shunsuke Nakamura che regala al Celtic la vittoria per 1-0 contro il Manchester United nell'edizione della Champions League 2006/07.Il quinquennio di Strachan:
Nel 2005 O’Neill è stato rimpiazzato da Gordon Strachan La stagione 2005-06 si è aperta con l’inaspettata eliminazione nel secondo turno preliminare della Champions League a opera degli slovacchi dell’Artmedia Bratislava. Gli scozzesi, sconfitti in Slovacchia per 5-0, hanno poi parzialmente ridotto il passivo nella gara di ritorno vincendo 4-0, che tuttavia non è bastato per essere ammessi alla più importante competizione europea. In ambito nazionale, però, il Celtic è riuscito a riconquistare la Scottish Premier League con molte giornate di anticipo sulla chiusura del torneo.
Nel 2006-07 il Celtic continuò a dominare il campionato scozzese. Alla fine di gennaio aveva 19 punti di vantaggio sulla seconda, i Rangers. Il 22 aprile 2007, con una vittoria per 2-1 contro il Kilmarnock grazie ad un gol su calcio di punizione da 25 metri di Shunsuke Nakamura, il Celtic si assicurò il titolo con quattro giornate di anticipo, lasciando i Rangers a 13 punti di distanza dalla vetta della graduatoria. In Champions League i biancoverdi furono eliminati dal Milan, poi vincitore del trofeo, perdendo per 1-0 la gara di ritorno a San Siro al termine dei tempi supplementari (l’andata in Scozia era finita con il risultato di 0-0). Il 26 maggio il Celtic si aggiudicò anche la sua 34esima Coppa di Scozia.
Nel 2007-08 l’avventura in Champions League degli uomini di Gordon Strachan è finita per mano del Barcellona, ancora una volta agli ottavi di finale. La squadra bianco-verde ha vinto comunque il campionato.
Meno fortunata è la stagione successiva: il Celtic viene eliminato dopo essersi piazzato ultimo nel proprio girone di Champions e non conferma il titolo in campionato, superato dai rivali dei Rangers. La stagione si è conclusa con il congedo a Strachan, sostituito da Tony Mowbray.

Neil Lennon, manager in carica al Celtic dalla stagione 2011/12.L’arrivo di Lennon:
La stagione di Tony Mowbray sulla panchina degli scozzesi è stata tutt’altro che felice: il Celtic fu prima eliminato dalla Champions League ad opera dell’Arsenal ai play-off e in seguito dall’Europa League dopo che la squadra giunse in terza posizione nel girone eliminatorio. In campionato i risultati furono scarsi e la squadra ebbe una stagione difficile, non riuscendo ad impedire ai rivali dei Rangers Glasgow la vittoria per il secondo anno consecutivo. Mowbray si dimise a marzo e al suo posto venne nominato come allenatore l’ex giocatore Neil Lennon. Durante la sessione estiva del mercato la società ha piazzato colpi importanti come quello di Daryl Murphy e di Efraín Juárez, perdendo però allo stesso tempo Aiden McGeady, passato allo Spartak Mosca per 10 milioni di sterline. Il Celtic perde sia il terzo turno preliminare di Champions League contro lo Sporting Braga e sia i play-off di Europa League contro l’Utrecht. In campionato si piazza nuovamente secondo dietro i rivali dei Rangers ma vince la sua 35ma Scottish Cup.
Nella stagione successiva in Champions League il Celtic viene eliminato al terzo turno preliminare ed accede alla fase a gironi della Europa League, in seguito alla squalifica da parte della FIFA del Sion, per aver schierato nella sfida contro gli scozzesi dei giocatori non eleggibili. Il Celtic viene eliminato, arrivando terzo nel proprio girone. In campionato invece torna Campione di Scozia vincendo il campionato con 20 punti di vantaggio sui Rangers (penalizzati di 10 punti perché entrati in amministrazione controllata il 14 febbraio 2012). L’attaccante Gary Hooper, con 24 gol, è capocannoniere del torneo.
Nella stagione 2012-2013 il Celtic vince il playoff di Champions League superando l’Helsingborgs, vincendo per 2-0 entrambi i confronti, ed accede alla fase a gironi, a cui non prendeva parte dalla stagione 2008-2009. Il 7 novembre 2012, giorno del 125º anniversario della fondazione del club, il Celtic supera per 2-1 il Barcellona campione del mondo, mentre il 5 dicembre, battendo con lo stesso risultato lo Spartak Mosca passa il turno, raggiungendo gli ottavi di finale quattro stagioni dopo l’ultima volta (ovvero la stagione 2007-2008). Il 12 febbraio, nell’andata degli ottavi della UEFA Champions League 2012-2013 subiscono una pesante sconfitta per 0-3, al Celtic Park, da parte della Juventus, complicando la qualificazione ai quarti di finale. Il 2-0 della gara di ritorno elimina il Celtic dalla massima competizione europea. Si conferma leader in patria, vincendo sia campionato che Coppa di Scozia.
Nella stagione 2013-2014 il Celtic vince il playoff di Champions League superando i kazaki dello Shakhter Karagandy, perdendo 2-0 l’andata in Kazakistan ma vincendo con una straordinaria rimonta al Celtic Park per 3-0, ed accede alla fase a gironi nel gruppo H con Barcellona, Milan e Ajax.

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One thought on ““Know the history” – Storia in breve del Celtic Glasgow

  1. un caro saluto da un grande tifoso del Milan, considero Celtic e Milan squadre gemelle. Ricordo ancora le mitiche sfide a s. siro degli anni 60 (sotto la neve) e a Glasgow con Pierino Prati. Complimenti al Celtic per la bellezza del tifo . You’ll never walk alone !!

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