10° anniversario The Italian Celts – Trasferta a Glasgow

E’ sempre difficile spiegare e cercare di far comprendere a chi è lontano dalle nostre passioni le emozioni che ci passano fra il cuore e la mente quando le viviamo in prima persona. Mancando il “poeta” ufficiale del nostro club (Noel81), raccontiamo appunti sparsi semiseri della trasferta di un gruppo di soci del The Italian Celts CSC a Glasgow, svoltasi fra il 29 settembre (ottimo il sottofondo musicale) e il 2 ottobre, per commemorare il 50 anniversario dei Lisbon Lions (la squadra che vinse la finale di Coppa dei Campioni contro l’Inter il 25 maggio 1967 a Lisbona) e per celebrare con un po’ di narcisismo il 10 anniversario di fondazione del nostro club (anche se la genesi ufficiale risale all’agosto del 1990…e non sono pochi!).

Sembrava lontano il tempo quando si pensò ad organizzare qualcosa per questa ricorrenza (più di un anno fa), ma la cosa era già “sentita”, e si è cercato di organizzarla nei minimi particolari, con sorprese tenute anche nascoste, in modo che potessero essere gustate ancora meglio.

Un plauso a tutti coloro che si sono impegnati per la riuscita dell’evento, a coloro che si sono attaccati al telefono, al web, a whatsapp, per contattare i nostri referenti in Scozia, a coloro che si sono dannati l’anima per creare una sciarpa celebrativa, a coloro che hanno pagato una valigia in stiva per portare le sciarpe a Glasgow e scarrozzarle in lungo e in largo per le vie scozzesi…..

Nel frattempo il gruppo ha raggiunto le 40 unità, e ancora sull’aereo che ci portava lassù arrivavano messaggi di amici e conoscenti che si lamentavano che “se l’avessi saputo, sarei venuto anch’io!…”.

Bello vedere all’aeroporto di Orio al Serio il gruppo che si ingrossava pian piano, ma senza fretta, fra l’agitazione del Presidente, e la trepidazione di chi doveva smerciare il materiale al seguito. Se teniamo conto che qualcuno ha avuto anche l’idea di una t-shirt celebrativa, si è sfiorato l’incidente diplomatico, poiché il bagaglio a mano rasentava il peso limite. “Ma quelli che arrivano con il pulmino, che fine hanno fatto?”

Tolto viaggio e trasferimento, arrivati in ostello abbiamo fatto quello che sappiamo fare la meglio, inaugurando il bancone del pub alla grande, e mai è stata tanto criticata la pausa del check in, che ha dato modo a tutti di ambientarsi…. Anche se qualcuno ha voluto incominciare con una half-pint, che ha messo in difficoltà le bariste nel reperire il… bicchiere!!

Dopo un pranzo ad ora di merenda, il clou del venerdì è stata la cena al London Road Social Club, dove accompagnato da Colette O’Neil, la nostra “musa” sempre disponibile nel reperire i biglietti per le gare dei bhoys, era ad attenderci il signor Bertie Auld. Proprio così; ci attendeva! Era arrivato molto in anticipo per vedere chi fossero questi “italians” che volevano cenare con lui. “Ma voi siete italians veri, o avete parenti scozzesi o irlandesi?”. Quando abbiamo spiegato che noi non avevamo nessun rapporto di parentela con la sua terra, ma ci legava una passione per un club come il Celtic, quasi non ci credeva e ci ha detto che non eravamo tanto normali. Ma chi lo è fra noi, caro signor Auld?

Quello che è stato impressionante è stata la vitalità di questo 79enne, che ci ha raccontato fatti personali della propria vita, come fossimo grandi vecchi amici che non si incontravano da tempo, il sorriso impresso nella sua faccia, e l’emozione (per non dire emozione) quando è stato il momento delle cose formali.

E non abbiamo paura di ammettere che molti di noi avevano gli occhi lucidi.

Perché? Beh, questo non penso si potrà mai spiegare. Ci sono stati tentativi di spiegare questo e altri fatti che abbiamo vissuto e che continuiamo a vivere ogni volta che veniamo fin quassù (è veramente lontana la Scozia….), ma è come volessimo spiegare qualcosa di infinito.

La serata è proseguita nel miglior modo possibile, una volta congedato Bertie Auld il Social Club, in uno dei pub che Glasgow offre al divertimento del fine settimana, dove gli Italian Celts hanno naturalmente recitato la parte dei protagonisti.

La giornata soleggiata di sabato ha rappresentato il clou, con il magico incontro con i tifosi nei pub di Gallowgate prima e dopo la gara pareggiata contro gli Hibernian. Il tocco di classe è stata la presenza del nostro “Papa”, che ha dispensato benedizioni a tutti i devoti del biancoverde. E’ il caso di dire che della gara interessava poco; anzi anche se fossimo usciti sconfitti non sarebbe stata una tragedia, almeno per uno di noi che si sarebbe comunque rivelato molto generoso nei confronti del gruppo offrendo una bevuta…

L’incontro presso la statua di Jock Stein con la nostra amica Joanna Doyle, italian celt acquisita, ha offerto un altro momento emozionante con la consegna di un ricordo relativo a suo padre Johnny Doyle a cui il nostro club è dedicato, e negli occhi di Joanna abbiamo visto la sua emozione. Il segno comunque è stato lasciato anche per i numerosi “curiosi” attorno all’area che hanno potuto dilettarsi ascoltando il leitmotiv della nostra trasferta (che non è quello intonato alla fine del video che compare sulla nostra pagina Fb….).

Le emozioni non sono finite lì, tanto è vero che un altro pub del centro città ci ha visto protagonisti con un gruppo di irlandesi, che volevano acquistare e portarsi a casa il nostro socio che indossava una maglietta “iberica”. Purtroppo anche i baristi hanno una vita privata per cui abbiamo dovuto lasciare a malincuore Vincent street e sparpagliarci fra le vie notturne di Glasgow.

Certo, ci sono stati i momenti culturali, che scandiscono sempre ogni nostra avventura; ci sono stati anche emozioni vissute per la prima volta, da chi è venuto da nonno con al seguito figlio e nipotino, e da chi in qualità di padre ha portato il figlioletto di 10 anni per il “battesimo” a Celtic Park. E c’è stato chi si è spinto nei meandri di Celtic Park, dove da una porta è sbucato Peter Lawwell, dall’altra Brendan Rodgers, si è seduto a qualche seggiolina di distanza da Rod Stewart, senza accorgersi che vicino a lui nella Main Stand era accomodato Fergus McCann.

Insomma, senza fare nomi, senza ringraziare nessuno esplicitamente, ma con la soddisfazione per aver vissuto assieme un sogno tramutato in realtà, chiudiamo con il ringraziamento alla società Internazionale Fc, che ci ha spedito una lettera per ricordare gli eroi in bianco verde che “conquistarono quella finale con grande merito e (a cui) ancora oggi vanno i nostri complimenti” (non per colpa della società neroazzurra la lettera è arrivata al nostro rientro, per cui ve la allego), e con la citazione di un amico prima di lasciare l’aeroporto per il ritorno alle nostre case: “è stato bello. Come sempre!”

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