Il tempo è sempre galantuomo

2 maggio 1987: il Celtic perde in casa contro il Falkirk e cede il titolo di campione di Scozia, vinto in maniera drammatica solo un anno prima a Love Street; anzi, se vogliamo dirla tutta in sincerità, lo regala agli arcirivali cittadini. Il tutto nonostante i R****** abbiano disputato non una brillante stagione, e con i bhoys che fino a dicembre erano al vertice della classifica; purtroppo il fatto di aver vinto solo un “Old Firm” su 4, di non essere riusciti mai a sconfiggere l’Aberdeen, di aver gettato punti preziosi contro squadre cosiddette minori, come ad esempio i pareggi a Fir Park e a Kilbowie contro Motherwell e Clydebank, e di essere usciti con le ossa rotte addirittura da Dens Park (sconfitta inopinata 4-1 contro il Dundee Fc), lascia nello sconforto i tifosi, che hanno assiepato Celtic Park come non mai, nella speranza di vedere l’apertura di un ciclo continuo e vincente come a inizio degli anni ’70. Il Board, costante negativa di quegli anni, attraverso l’organo ufficiale (Celtic View) continua a lanciare proclami di vittoria e a dichiarare che “va tutto bene” (non per niente il settimanale era ribattezzato dai tifosi “La Pravda”…), mentre viene licenziato il manager David Hay. Così al termine di una stagione che dichiarare “fallimentare” è da gentlemen, torna alla ribalta Billy McNeill, ma soprattutto viene dato alle stampe la voce indipendente dei tifosi, tramite la fanzine “Not the View”, una “voce” che si farà sentire nel corso degli anni, e mai banale.

Riscopro ora a una trentina d’anni di distanza, una foto scattatami dal mio amico Claudio all’interno di Celtic Park; allora non c’era il museo (e in verità non l’abbiamo neppure adesso, anche se c’è già il progetto di costruirlo appena dietro allo store), e nella foto sto ammirando la placca fatta coniare dal club che celebra i 9 campionati vinti consecutivamente. Ricordo che uno dei miei pensieri di allora era che non avrei mai potuto rivivere una favola come quella; lo ritenevo fuori dalla misura del calcio moderno. Soprattutto per quello che a livello di organizzazione manageriale era il nostro club a quel tempo.

Molte cose sono successe in questi trent’anni (fra cui 250 edizioni della fanzine, inimmaginabile traguardo a quei tempi). Il Celtic è addirittura diventata una società quotata in borsa e i R****** sono finiti in bancarotta, come risultato di una sconsiderata gestione finanziaria.

Onestamente, alcune delle cose che sono successe erano impensabili. La cosa importante comunque da sottolineare, soprattutto per chi come me ha vissuto quegli anni abbastanza tristi per i nostri colori, è che ci troviamo all’apice del calcio scozzese non per fortuna o per un’occasione estemporanea; con il cambio di gestione di metà anni ’90 il club ha investito i profitti per far crescere sé stesso, come organizzazione, strutture e squadra. Non dimentichiamo che anche noi nel 1993 siamo stati a poche ore dalla bancarotta. Quindi non possiamo che ringraziare “vita natural durante” il sig. Fergus McCann, che sarà pur stato un abile uomo d’affari, ma ha salvato e rilanciato il club, sul campo ma soprattutto in maniera economico-finanziaria. Pensate anche alla differenza con l’altro club fallito di cui si diceva sopra; uno fra i massimi dirigenti di allora del club di Ibrox aveva un desiderio: acquistare il Celtic, ormai alla deriva, e poi farlo fallire in modo che si estinguesse dal panorama calcistico scozzese. Ma poi non ha avuto quei soldi per salvare il proprio club…

E’ giusto ricordare che nel 1993 eravamo pressochè alla deriva: debiti, una squadra ai minimi termini, con Celtic Park campo di conquista per qualsiasi club di “provincia”. In pratica eravamo ridotti a uno scheletro, che se gettato in pasto ai cani, non avrebbe attirato attenzione alcuna perché alle nostre ossa non rimaneva attaccato nemmeno l’odore della carne.

Fra alti e bassi, fra delusioni sportive fra le più atroci (ci fa sempre bene ricordare le nostre batoste!), il Celtic ha saputo pian piano risollevarsi e cambiare registro. Ha prima messo mano al management, e poi alla gestione tecnica e al sistema calcio del club stesso, con un occhio di riguardo ai tifosi.

Soprattutto è utile sottolineare la parte relativa al reclutamento dei calciatori, che ha subìto un notevole incremento qualitativo da fine anni ’90, sotto l’impulso di Tommy Burns, e delle sue visite in giro per l’Europa presso i vari grandi club dell’epoca. La politica instauratasi a Celtic Park posa le basi su quattro punti:

  1. La nascita di una Academy dove allevare i giovani calciatori. Tierney, Forrest, McGregor sono i migliori esempi di questo politica, con menzioni speciali nel presente anche per Henderson, O’Connell e Ralston.
  2. L’acquisto via via continuo dei migliori talenti scozzesi, quali Brown, Griffiths, Armstrong, Gordon e l’obiettivo di acquisirne altri.
  3. Il sistema di scout che ha portato a Celtic Park ottimi giocatori per i nostri standard, se pensiamo a Lustig, Izaguirre, Rogic, Dembele, ma nel passato non possiamo dimenticare Van Djiik, Wanyama, Guidetti e altri ancora.
  4. Qualche ottimo acquisto, sempre con lo sguardo ai nostri standard economici, quali sono stati Sinclair, Simunovic e Roberts (anche se in prestito).

Non possiamo parlare solo di coincidenza per spiegare il gap che c’è attualmente fra il Celtic e il resto della Scozia. Certo, qualcuno dirà che abbiamo i soldi che altri non hanno. Beh, allora non avete letto, o non conoscete la storia recente del club di Parkhead. Abbiamo rischiato di nuovo con l’avvento di Martin O’Neill, che ci ha sì riportati al vertice con continuità, ma che spendeva oltre ogni limite. Non è un caso che dopo di lui il nostro badget (e se vogliamo anche il livello tecnico) è sceso considerevolmente. Ma prima di tutto deve venire l’interesse del club verso una sana gestione, finanziaria e tecnica.

Non dimentichiamo che anche altri club hanno avuto le proprie occasioni, ma non hanno saputo investire a dovere quando, con l’inizio della stagione degli anni 2000, le Tv inondavano tutti i club con milioni di sterline. Chi ha fatto il passo più lungo della gamba, ha miseramente fallito e si ritrova oggi a sopravvivere. E per noi è un vanto da non sottovalutare il fatto che nel nostro vivaio si stiano mettendo in mostra giovani quali Aitchison, Miller, Nesbitt e Dembele che potrebbero rappresentare il futuro della nostra prima squadra.

Sempre legati ai miei ricordi sono quei tempi di quasi 30 anni fa quando i R****** investivano milioni di sterline per i vari Gascoigne, Laudrup, Boli e Steven. Come era magra per noi, quando potevamo permetterci solo McGinlay, Payton, McNally e Biggins, eppure spendevamo (e spandevamo) milioni di pounds per gente del calibro di Gillespie e Slater….!

Ma la differenza sostanziale fra noi e gli altri va rilevata nelle due parti fondamentali del nostro club: i tifosi, che hanno generato economia con presenze allo stadio e incrementando gli “acquisti” del merchandising; il Board che ha investito a ragion veduta i ricavi, donandoci una fantastica stagione e ottimi auspici per il prossimo futuro.

Sorrido oggi quando sento i supporters biancoverdi che inneggiano al possibile ten-in-a-row; quel giorno del 1988 a Glasgow non avrei mai immaginato di avvicinare questo pensiero. Certo, potrà succedere anche una stagione malaugurata, che nasce male e finisce peggio, e dovremo prepararci al momento in cui il cerchio si chiuderà, ma in tutti questi anni (per lo meno da quando seguo il Celtic), abbiamo sempre dato prova di poter ripartire, soprattutto senza sconti e con le nostre forze. Perché il tempo ha dimostrato di essere galantuomo.

Alessandro Boretti
(Presidente The Italian Celts)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...