Che partita a Glasgow! Emozioni, errori e tanti gol: Celtic-Inter finisce 3-3

Incredibile partita a Celtic Park. Inter in vantaggio 2-0 grazie a Shaqiri e Palacio. Ma gli scozzesi pareggiano in due minuti con Armstrong e un’autorete di Campagnaro. Nel finale del primo tempo Palacio sigla il gol del momentaneo sorpasso. Nella ripresa decisivo Carrizo che però non può nulla sulla girata di Guidetti in pieno recupero

GLASGOW – Ronny Deila, il tecnico norvegese del Celtic, ha parlato di «partita incredibile, in un’atmosfera incredibile». E forse è la miglior spiegazione, anche se in apparenza la più semplice, di questo 3-3, che avvicina l’Inter alla qualificazione agli ottavi di Europa League, se però sapranno correggere in una settimana (il ritorno è a San Siro giovedì 26 febbraio) gli errori commessi in fase difensiva. L’Inter si è ritrovata in vantaggio di due gol, dopo 13 minuti: prima Shaqiri e poi Palacio hanno dato l’impressione che la partita sarebbe stata in discesa. Ma non poteva essere così, perché il Celtic non è più la squadra del 1967 e nemmeno quella del 1972, ma ha storia, tradizione, giocatori che danno anche l’anima e soprattutto ha un pubblico fantastico, che sullo 0-2, quando in altri stadi sarebbero cominciati a piovere i fischi, ha sostenuto la squadra come se stesse vincendo.

La rimonta

E gli scozzesi hanno dato ragione al loro pubblico, perché in 76″ fra l 24′ e l 25′ della ripresa hanno segnato due gol il primo con Armstrong e il secondo sfruttando l’autogol d Campagnaro (ancora su rimessa laterale come a Napoli). Palacio ha ridato spinta all’Inter, segnando il 2-3 su errore del portiere Gordon (45′ p.t.) e sembrava che questa fosse la volta buona per portare a casa la vittoria. Invece il Celtic ha continuato a spingere per tutta la ripresa; Carrizo ha dovuto compiere due grandi interventi. L’Inter si è avviata verso la fine della partita più stremata degli scozzesi; Ranocchia si è accasciato due volte per crampi; Mancini ha chiesto a Vidic di entrare; il serbo, offeso dopo il cambio con il Sassuolo, ha fatto di tutto per rallentare le operazioni e per non entrare. E a un minuto dalla fine(48′ s.t.) è arrivato il pareggio di John Guidetti, vita avventurosa e inizi con Mancini nel Manchester City («anche Moretti era diventato titolare con me alla Fiorentina e aveva segnato il gol della vittoria del Torino»). Così l’Inter dovrà soffrire nel match di ritorno a San Siro, perché Gordon all’ultimo secondo ha tolto dal sette una punizione di Shaqiri.

Mancini: «Mancanza di esperienza»

Sarebbe stato il 3-4 e una sottile vendetta, pensando alla sconfitta nella finale di Coppa dei campioni del 1967, evento che è stato celebrato prima di cominciare con la premiazione de protagonisti di allora, compresi Corso e Bedin per i nerazzurri. Ha detto Mancini: «Siamo una squadra giovane, abbiamo pensato che dopo il 2-0 la partita fosse finita. Qui si è vista la mancanza di esperienza, in Europa le partite non sono mai chiuse e il Celtic lo ha dimostrato. Non sono sorpreso, perché nel calcio succedono anche situazioni del genere e tutto può cambiare nel giro di pochissimi secondi. Per noi resta un buon risultato, ma non abbastanza come si era intuito dopo i primi minuti. A San Siro dovremo giocare con lo spirito di chi vuole vincere e fare gol, ma non credo che sarà semplice».

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