6a trasferta ufficiale – Diario di viaggio

10622960_10204111479420970_3748071823262207334_n

Scottish Premiership: 8° giornata
Celtic 0-1 Hamilton
Glasgow, 3-4-5 Ottobre 2014


 

3 Ottobre:

Venerdì mattina mi son svegliato che ero già sveglio. Va sempre a finire così quando arriva la vigilia di una trasferta con gli Italian Celts: mi sale dentro questa frenesia scaricata nelle vene dall’adrenalina che pompa e addio sonno. E allora vai così, in piedi senza problemi alle 6.00, poi una doccia veloce e un’ora dopo sono già a Malpensa. Credevo di essere il primo – l’appuntamento era alle 7.30 – invece appena arrivo alle departures mi trovo davanti uno con una St. Andrew’s Cross sulla felpa che riconosco essere Emanuele. Saluti di rito e in pochi minuti arrivano gli altri: Giuseppe da Sondrio e i genovesi Franco, Mattia, Stefano, Danilo e suo papà Gianni. Gli altri li vedremo direttamente in Scozia causa Ryanair che ha cancellato la tratta Bergamo-Glasgow che era la gioia nostra, quindi ci sarà chi partirà da Bergamo verso Leeds, chi farà scalo ad Amsterdam e chi arriverà da Londra. In ogni caso appuntamento per tutti alle 16.30 al pub dell’ostello.
Dopo aver cercato invano di tenere Mattia al guinzaglio decidiamo li lasciarlo al suo destino e lo molliamo a fotografare gli aeroplani prima di imbarcarci e prendere finalmente il volo destinazione Edimburgo. All’arrivo i genovesi si fermano per una gita nella capitale mentre io, Giuseppe ed Emanuele saltiamo subito su un autobus diretti verso Glasgow, verso casa. Abbandoniamo le valigie in ostello e poi subito sparati al Celtic Store come dei tossici bisognosi della loro dose di bianco-verde. Esco fuori che è già ora di tornare indietro, con una maglia da trasferta in più e 50 sterle in meno nel portafogli. Al pub dell’ostello recuperiamo i genovesi e salutiamo i ragazzi di Cremona, beviamo una birretta veloce tutti insieme e poi via verso Glasgow Central e sul treno per Kilmarnock, dove assisteremo alla prima delle tre partite che ci attenderanno in questo splendido fine settimana.
Nella ridente cittadina dell’Ayrshire ci attende una bella pioggia scozzese, di conseguenza optiamo per una birra al pub di fronte alla stazione nella speranza che smetta. Speranza vana, e allora si fa i signori e si raggiunge Rugby Park in taxi. Allo stadio sbrighiamo qualche pratica burocratica come ritirare i biglietti gentilmente offerti dall’amico Manuel Pascali e la realizzazione di una maglietta celebrativa per il capitano italiano che contro il Dundee United festeggia la sua 200esima presenza con i Killie. Io ne approfitto per comprare anche la maglia nuova del Kilmarnock e non so se l’ho già detto a qualcuno ma è davvero uno spettacolo…Franco tu ti ricordi se l’ho detto?
A questo punto parte la festa. Al pub dello stadio ci raggiungono Bifo, Geometra e Ghido reduci da un viaggio in auto dall’aeroporto di Leeds e in breve tempo diventiamo gli idoli locali. Una volta dentro lo stadio distribuiamo in tribuna dei volantini celebrativi per Pascali guadagnandoci l’approvazione del pubblico locale, in particolare quella di un vecchietto che prendendone uno in mano mi ringrazia di cuore e mi dice: “Pascali is the best captain in Killie’s long history”.
La partita finisce bene per i padroni di casa che battono il Dundee Utd con un secco 2-0 facendo registrare la quarta vittoria consecutiva in casa e la miglior partenza del club in campionato da non ho capito bene quanti anni. Noi in tribuna facciamo il nostro: Bifo e Geometra armati di bandiera del gloriosissimo Povolaro FC fanno amicizia con un gruppo di ragazzi, io e Franco decidiamo di esportare – scherzando s’intende – il peggio del tifo all’italiana suscitando l’ilarità generale e dulcis in fundo Emanuele offre una prestazione calcistica tragicamente memorabile davanti alle telecamere di BT Sports cercando di ributtare in campo un pallone uscito e lisciando il bersaglio.
Dopo il match torniamo al pub dove veniamo raggiunti da Pascali a cui regaliamo la maglietta commemorativa per lui preparata. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che in cambio avremmo ricevuto quella vera, bagnata e sudata della sua 200esima. Inutile dire che ancora una volta il nostro Pasca ha stupito tutti con un atto di generosità incredibile. Restiamo a parlare, bere e fare foto con lui un’ora buona poi purtroppo bisogna salutarsi perché si è fatta ora di rientrare.
Ma questo è solo l’inizio…

4 Ottobre:

Sabato mattina. Altro giro, altra corsa.
In ostello veniamo raggiunti anche da Gianluca e il suo amico Giovanni e, dopo una colazione interminabile, si va a fare una camminata per Argyle Street, con altra tappa obbligatoria al Celtic Store. Questa volta però non ho comprato niente, lo giuro.
A mezzogiorno pranzo a base di haggis e fish&chips al Crystal Palace, come da tradizione, poi è già ora di rimettersi in marcia. Abbiamo un appuntamento importante: Dumbarton – Cowdenbeath. Non chiedetemi come, tra tutte le squadre che potevamo andare a vedere, sia saltato fuori il Dumbarton. È nato tutto quasi per caso un giorno dello scorso gennaio guardando le foto del loro splendido stadio, incastonato tra rocca e le rive del Clyde. Poi un viaggio per vedere il derby col Morton e il resto è storia.
Salto su in macchina con Bifo, Geometra, Ghido e Giuseppe, ma, appena accendiamo il motore della Vauxhall Astra, ci rendiamo subito conto di non avere la minima idea di come arrivare a destinazione.
“Ma sì dai, seguiamo il corso del fiume che arriviamo lì facile” dico a Bifo. E così sarà, grazie al cielo. Meno di un’ora e arriviamo, pronti a portare festa e un po’ di scompiglio anche in questo piccolo club gestito interamente dai tifosi.
Prima di entrare io e Bifo ci ripromettiamo di non spendere altri soldi, biglietto e birre escluse, ma il nostro proposito si infrange nel momento stesso in cui ci accorgiamo che all’improvvisato store vendono le magliette ufficiali (a gennaio non le avevano e ci ero rimasto parecchio male).
“Nooooooo vendono le magliette!” urliamo, fiondandoci al banchetto come due adolescenti dagli ormoni impazziti. Ed è così che altre 40 sterline sono evaporate dalle mie tasche.
Al bar facciamo amicizia coi tifosi locali, incuriositi dalla presenza di tutti questi italiani al seguito di un club di Championship scozzese, e allora giù di foto e abbracci come se piovesse. Avvicinandoci alla bacheca degli avvisi, scopriamo con sorpresa che una nostra foto scattata a gennaio è stata usata per realizzare il volantino del meeting annuale dei supporters club; altra piccola soddisfazione che si aggiunge.
La partita non è il massimo dello spettacolo e si conclude con uno 0-0 che accontenta tutti. Da apprezzare il Geometra e il suo scambio di pareri tattici col vicino di posto: uno parlava con marcato accento scozzese e l’altro rispondeva in dialetto veneto. Meraviglioso.
Ora, non è per vanto che lo dico, ma il momento più emozionante dei 90 minuti è opera nostra, o meglio di quel grandissimo personaggio che è il Geometra. Come a Kilmarnock palla in tribuna, Geometra la recupera e prima di ributtarla in campo si volta verso gli spalti lanciando urla di incitamento che fanno scoppiare a ridere e applaudire tutti, compresi arbitro e giocatori.
Nel post match Geometra conferma il suo stato di forma cercando di abbordare con dei fiorellini di campo la bella barista e le due angurie che aveva al posto del seno. Alla fine ha rimediato una foto e il contatto di facebook, che non è mica male…
A questo punto lo dico: il racconto prenderà una forma comico-grottesca. Sì, perché è arrivato il momento di raccontare il sabato sera a Gallowgate divisi tra Bar ’67 e Cabin. E già solo a nominare il Cabin mi viene da ridere. Ma andiamo con ordine.
Dicevo del Bar ’67… neanche tempo di entrare e vengo subito avvicinato da un bel personaggio sulla sessantina, pieno di tatuaggi e maglia del St. Pauli che mi urla sputando nell’orecchio “Where ya fae?” che tradotto dal Glasvegiano significa “di dove siete?” …si comincia alla grande insomma. La serata prosegue tra birre e musica live, poi in maniera quasi inspiegabile io e Bifo veniamo rapiti dalla biondona del Cabin che ci trascina nel suo locale. Ad aspettarci dentro troviamo delle tardone belle cariche, io capisco subito che gestire la cosa in due sarà un problema e allora corro a chiamare i rinforzi. Quando veniamo raggiunti dal resto del gruppo e il tutto si trasforma in una vera e propria bolgia con balli di gruppo, canzoni da osteria e karaoke.
Insomma, una tipica serata stile Gallowgate…

5 Ottobre:

Descrivere una domenica di Celtic non è mai facile, semplicemente perché descrivere non si può, non ci sono parole, è roba da vivere sulla propria pelle, da vedere con gli occhi. Quella lunga passeggiata lungo Gallowgate verso Parkhead, attraverso il Barras, accompagnato da casermoni decadenti che ti fanno capire quanto la vita possa essere dura da queste parti… poi lo scenario cambia e ti trasporta di colpo a un passo da sogno, lì davanti a Celtic Park sulla nuovissima Celtic Way. I camioncini dei panini, i banchetti che vendono spille e sciarpe, gli omini che urlano: “maaaaatch programmeeeeee!”
No, davvero non si può descrivere un’atmosfera del genere; va ammirata, respirata, assorbita.
Non è della partita che voglio parlare, perché anche uno 0-1 in casa contro una neopromossa in giornate come questa passa in secondo piano. È ciò che lo circonda a meritare qualche riga. Il bambino in prima linea nella Green Brigade, i tifosi che vedendo il nostro striscione ci vengono ad abbracciare e ringraziare, la Green Brigade che mi mostra il suo rispetto tenendo per qualche minuto il nostro striscione accanto al loro, gli stessi capi del gruppo ultras bianco-verde che vengono a salutarci e a scambiare qualche parola con noi.
E non so voi, ma io quando sono dentro tutto questo la partita e il risultato passano in secondo piano. È altro che mi interessa, è quel contorno di persone che diventa magicamente la portata principale della giornata.
Nel post match a Gallowgate le cose non sono diverse. L’Hoops Bar è pieno di gente che canta e balla come se il Celtic avesse appena vinto il campionato, che in fondo we don’t care if we win, lose or draw… ci siamo rimasti dentro delle ore, finché a un certo punto il barman fa sapere di aver finito la Guinness prima, e le altre birre alla spina poi. E allora prendiamo un taxi abusivo e ci spostiamo da Gallowgate a Gorbals, al Brazen Head, dove la festa continua col concerto di Gary Og e le sue irish rebel songs.
I ricordi si fanno leggermente annebbiati causa tasso alcolico.
Ricordo Bifo che salta da una parte all’altra col suo mantello del Celtic, Emanuele impegnato con una biondona, il Geometra sdraiato sul tavaolo da biliardo, un paio di scarpe tacco 12 e forse di più che girano per il locale, i trenini conga, un tizio che esce fuori e inizia a urlare “TOM! TOM! TOOOOOMMMMM!” cercando un suo amico e tanta tanta allegria.
E ricordo che il Celtic poche ore prima aveva perso in casa contro una neopromossa.
Davvero, come si fa a descrivere a parole tutto questo?
Non si può.
TOOOOOMMMMM!!!

Alessandro Girola

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...