“We don’t care if we win, lose or draw” .. una notte di Champions al Paradise ..

The Italian Celts Celtic v Juventus

Celtic 0-3 Juventus
Champions League: ottavi di finale
Glasgow, 12 Febbraio 2013

<< mi stava venendo il mal di testa da quanto cantavate >> …
Questo mi è stato detto da un amico juventino che ha assistito a Celtic Park alla partita Celtic-Juve. Questo per farvi capire il tipo d’atmosfera che c’era allo stadio dal primo all’ultimo (quasi) secondo nonostante l risultato.

Prima di entrare a Celtic Park, però, quella di Celtic-Juve è stata una trasferta molto particolare per le vicende legate ai biglietti che tutti ben conoscete..Proprio per questi problemi lunedì mattina quando esco di casa e prendo il treno per Bergamo sono assalito da un mare di sensazioni..gioia per la partenza, per rivedere molti componenti del club che ormai sono amici fraterni, ma anche preoccupazione e amarezza per la situazione dei biglietti e per il timore ormai molto fondato di non poter entrare al Paradise..per fortuna, poi, non sarà così.

Sono sul treno e ci si mette anche la neve: << il colmo è se annullassero il volo e non riuscissimo nemmeno a partire >> – penso -…Invece, per fortuna arrivo a Bergamo e in stazione oltre a Geometra e Frasca, che partiranno con me per Glasgow, arriva anche il mitico Fabri che si offre gentilmente di darci un passaggio in aeroporto. A Orio al Serio arrivano tutti: Pier, Ghido, CharlieMulgrew, Dany e Davide (David.Cal) che ho finalmente il piacere di conoscere..tra qualche battutina sui biglietti e le prime pinte il morale è comunque alto..il ritrovarsi con gli amici di mille avventure già ha migliorato le mie sensazioni..siamo comunque in partenza per seguire il Celtic, qualcosa di buono succederà sicuramente. Arriviamo al gate e insieme a noi sul volo per Manchester ci sono un sacco di tifosi juventini: scambiamo qualche parola con alcuni di loro, stupiti del fatto che noi tifiamo Celtic..alcuni “approvano” la nostra scelta, altri ci guardano dall’alto in basso..ma poco importa..son loro che non sanno cosa si perdono..

Il volo per Manchester scorre tranquillo: qualche coro dei tifosi juventini, ma la situazione è sostenibile e poi comunque all’atterraggio a Manchester anche il pilota ci viene in soccorso esclamando al microfono un C’MON CELTIC che ci rinfranca assai, seguito poi anche da un Forza Milan giusto per infastidire gli juventini.

Scendo a Manchester e chiamo Colette del Csa: mi dice di andare a Celtic Park la mattina dopo entro le 12..Annemarie sa della nostra situazione e sta provando a trovarci i biglietti..è già molto di più di quanto potessi aspettarmi..sono davvero contento e trasmetto la mia contentezza ai ragazzi..l’umore è sempre migliore..Passo i controlli e a esaminare la mia carta d’identità c’è un poliziotto tifoso del Celtic che, dopo avermi chiesto quanto ho speso per la trasferta mi congeda dicendomi “Spero che domani sera la tua squadra vinca”..

Andiamo a prendere il treno per il centro di Manchester e incontriamo un controllore magnanimo che evita di farci pagare il biglietto: una volta in centro scegliamo come luogo per la nostra cena un prestigioso fish&chips di un indiano le cui pietanze si rivelano anche più buone del previsto..conosciamo anche una ragazza di Brescia che vive a Manchester da un anno e lavora allo stadio dello United..naturalmente Il Geometra fa subito valere tutto il suo fascino e intrattiene la gentil donzella in chiacchiere finché questa ahimé non deve tornare a casa..

E’ ora di andarcene anche per noi..l’autobus per Glasgow ci aspetta.Dopo un viaggio di oltre 4 ore arriviamo nella città del Paradise poco prima delle due di notte..Camminiamo fino all’Euro Hostel e lì ci aspetta un altro piccolo inconveniente: nel sistema non risulta la prenotazione per le nostre camere quadruple, ma alla fine il tipo alla reception ce le trova comunque e riusciamo addirittura a pagare meno di quanto avremmo dovuto. Avremmo potuto anche ricevere un gradevole servizio “extra” (vero Dany?) ma proprio il nostro buon Dany declina l’offerta e quindi si sale in camera e si dorme.

La mattina dopo rapida colazione e poi via in taxi fino al Paradise: il nostro tassista tifa Celtic, è contento che veniamo dall’Italia apposta per tifare Hoops e ci chiede se abbiamo i biglietti..raccontiamo anche a lui la nostra disavventura e ci dice che il nome della persona che avrebbe dovuto prenderci i biglietti lì in Scozia (non la ripeto perchè per ora è meglio così) non gli sembra assolutamente un nome cattolico..non ci resta che farci una risatina a denti stretti..
In biglietteria comunque basta un minuto per parlare con Annemarie e 5 minuti per avere in mano i nostri 8 biglietti per la partita della sera: siamo in prima fila, con biglietti pagati un prezzo assolutamente ragionevole e Annemarie ha pure il coraggio di scusarsi perchè non è riuscita a trovarci otto posti vicini e perchè essendo in prima fila i tabelloni pubblicitari potrebbero darci fastidio..naturalmente la tranquilliziamo dicendo che ci ha già fatto un favore enorme e le regaliamo la nostra nuova sciarpa..Quello che hanno fatto Annemarie e Colette dimostra ancora una volta di più che il Celtic è una vera famiglia: stadio esaurito da settimana..10 ore alla partita..e loro trovano 8 biglietti per noi..so che tutti voi capirete benissimo che non si tratta di retorica..Ho i brividi, tutti abbiamo i brividi..è un sogno che si realizza dopo che si era trasformato in un incubo..saremo dentro il Paradise per Celtic-Juve..Usciamo dalla biglietteria e ad abbellire ulteriormente il sogno chi ci si para davant? Niente meno che NEIL LENNON. Si vede che è teso e che ha fretta (ci dice infatti “Ragazzi ho fretta, devo andare a lavorare”, ma trova comunque un paio di minuti per fare qualche foto con noi e per ricevere in dono la nostra sciarpa che poi porterà via con sè quando, un’oretta dopo lascerà il Paradise in macchina rivolgendoci ancora un cenno di saluto. In preda all’eccitazione addirittura mettiamo a punto l’impresa della serata, cioè quella di farci fotografare a torso nudo all’interno del Paradise nonostante il freddo..un’idea che (per fortuna o per sfortuna) rimane tale..

Riprendiamo il taxi (grazie al contributo di un gentile signore nordirlandese, che indossa la maglia dell’Inter, e del figlio che addirittura vogliono comprare la nostra sciarpa e a cui Geometra regala una spilletta dell’Inter) e torniamo all’Euro Hostel: al pub dell’ostello ci attendono Eskimo, in arrivo da Ny, Matt, un amico tedesco che molti di noi hanno conosciuto in trasferta a Udine a Alex Mariani, giornalista di un’agenzia di comunicazione che direttamente al pub dell’ostello fa un servizio su di noi poi andato on-line sui siti di Tuttosport e della Spl.. L’ansia e l’entusiasmo pre-partita iniziano a farsi sentire..partono alcuni cori, visto che insieme a noi ci sono altri tifosi del Celtic, e la cameriera dietro il bancone è costretta a riportare l’ordine..dopo un paio di pinte di Guinness si va a pranzo al Crystal Palace e anche Alex è con noi..si integra subito alla perfezione con noi e tra quattro chiacchiere a alcuni rivelazioni proprio di Alex sul modo di fare carriera di alcuni noti giornalisti (chi è curioso mi chieda quando ci vediamo di persona, se scrivo qui ciò che ci ha detto mi becco qualche querela per diffamazione..) è ora di dirigerci verso Gallowgate..

L’atmosfera è quella delle migliori occasioni, ma purtroppo questo vuol dire che i pub sono strapieni e non riusciamo a entrare nè a una super festa nella via dietro Gallowgate, nè al Bar 67, nè all’Hoops Bar..E con il Bairds chiuso perchè gli è stata tolta la licenza siamo ormai rassegnati a rimanere a bocca asciutta quando un signore fuori dall’Hoops Bar ci dice di seguirlo che ha lui un posto per noi..Con qualche dubbio, anche perchè ci porta sulla strada parallela a Gallowgate, lo seguiamo ed effettivamente ci fa entrare in un pub (L’old Mcginns pub o qualcosa delg genere) dove non eravamo mai stati, ma dove l’atmosfera è quella che tutti coloro che sono stati a Glasgow conoscono bene..musica dal vivo, entusiasmo..cori..insomma tutto ciò che è Celtic..Faccio entrare anche qualche amico juventino che arriva da Sondrio e anche loro rimangono subito colpiti dell’atmosfera..Un’ultima veloce pinta e poi via verso il Paradise: e il Paradise in una notte di Champions League è ancora più magico..

Non posso descrivere l’emozione provata a You’ll Never Walk Alone e alla musichetta della Champions, le cui note, peraltro, sono sovrastate dal boato dello stadio..E la boglia continua per quasi tutta la gara, nonostante la Juve segni subito e nonostante il risultato finale..e posso confermarlo..il Paradise in una notte di Champions è qualcosa da vivere a tutti i costi..Non è che voglio essere breve sulla parte dello stadio..ma si tratta di emozioni più di fatti..emozioni che è difficile trascrivere e che penso che molti possano capire già da queste poche righe..dico solo che ancora ora quando scrivo il resoconto, se ripenso a quei momenti ho i brividii..

All’uscita dallo stadio comunque prevale un pò di amarezza per il risultato che peraltro non rispecchia la prestazione dei ragazzi..molti tornano a riposare in ostello, io Dany e Pier rimaniamo in giro: proviamo a entrare al Bar 67 dove ci ha invitato Joanna, (per chi non la conosce, la figlia di Doyle), ma i pub nonostante la sconfitta sono stracolmi e così è proprio Joanna a dover uscire dal pub e a portarci in centro perchè Gallowgate per noi questa sera è off-limits..Chiacchieriamo con Joanna con il suo amico Paul e beviamo un paio di pinte in uno sports Pub nei pressi della stazione..Poi salutiamo Joanna e torniamo in ostello..dopo un’oretta di riposino, disturbato da un tizio dell’ostelloo che guarda la tv a volume altissimo e a un gruppo di ragazzi leggermente ubriachi e urlanti veniamo cacciati dai divani dalla nostra amica cicciona (credo che soprattutto Paco se la ricordi bene). Per fortuna il McDonald vicino l’ostello è aperto e così tra uno spuntino e chiacchiere con qualche bella ragazza che si rivolge a noi perchè siamo italian (ragazzi era martedì sera ma sembrava sabato, c’era un sacco di gente in giro e anche la qualità delle ragazze è decisamente migliorata) si fanno le quattro di mattina.

Ci dirigiamo verso la stazione degli autobus: << ragazzi neanche stavolta abbiamo preso pioggia >> esclama Frasca e subito, come per magia si scatena una fitta nevicata che comunque non ci impedisce di raggiungere prima Manchester e poi di raggiungere l’Italia dove tocchiamo terra mercoledì pomeriggio.Ci salutiamo consapevoli di aver vissuto una magica esperienza all’insegna dei colori biancoverdi..ancora una volta, nonostante il risultato sul campo siamo usciti vincitori..We don’t care if we win, lose or draw..

Grazie a tutti per la splendida trasferta e, naturalmente, ci rivediamo a Torino .. !

Giuseppe Maiorana

Annunci

2 thoughts on ““We don’t care if we win, lose or draw” .. una notte di Champions al Paradise ..

  1. Grande Giuse. Mi sarebbe piaciuto essere con voi. Provo sempre un po’ di pena per quelli che non ci capiscono. L’idea di mettervi a torso nudo sarebbe stata pessima!!! Non oso pensarci…ho fastidio solo all’idea!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...