CL: Il Celtic celebra i 125 anni con una vittoria leggendaria

CELTIC 2-1 BARCELLONA

Wanyama 21′ (C), Watt 83′ (C), Messi 90′ (B)

4° turno Champions League: Celtic 2-1 Barcellona

Una notte del genere un tifoso la aspetta per anni e gli capita una volta nella vita, forse, se è fortunato. Le premesse per sognare c’erano tutte. Solo due settimane prima, al Camp Nou, il Celtic aveva rischiato di andare a punti in casa della squadra più forte del mondo e probabilmente dell’intera storia del calcio, è il giorno del 125° anniversario della squadra, fondata il 6 Novembre 1887 (ok, sul logo è riportato l’anno 1888, ma solo perché il primo match fu giocato il 28 Maggio di quell’anno), e l’atmosfera del Celtic Park è bollente nonostante il freddo autunno scozzese. Coreografia epica “full stadium” per celebrare il compleanno, You’ll Never Walk Alone, da brividi, che risuona prima del fischio d’inizio, intonata da tutti i presenti in un modo così perfetto, sentito e talmente roboante che anche chi la sta guardando in TV ha la sensazione di essere lì allo stadio.

Arriva il fischio dell’arbitro. La partita comincia e il Barcellona inizia con la sua solita ragnatela di passaggi in orizzontale che viene elogiata da tutti come lo stile calcistico più bello ma che, in tutta onestà, dopo 10 minuti tende ad annoiarti. L’attenzione si è quindi inevitabilmente spostata sugli spalti, dove l’entusiasmo dei tifosi fa addirittura tremare alcune delle telecamere di Sky. Qualcosa di mai visto prima. Passano 20 minuti e il Celtic conquista un corner. E’ il momento in cui il sogno inizia a diventare realtà. Mulgrew dalla bandierina disegna una parabola perfetta verso il secondo palo, ed è in quel momento che vedi Victor Wanyama saltare più in alto di tutti. Dallo sgabello del pub mi alzo anch’io, quasi a seguire il suo gesto per prendere il volo insieme a lui. L’incornata del centrocampista kenyano è perfetta e si insacca in rete. Non ci credo, nessuno ci crede. Celtic Park esplode in un urlo di gioia impressionante, come già successo al Camp Nou è il Celtic a passare in vantaggio contro gli Dei del calcio. Guardo l’orologio, sono passati solo 21 minuti. Speravo fosse al massimo l’89° e invece no. Ok, ci sarà da soffrire più di un’ora. Il Barcellona ci mette subito sotto. Ci prova prima Messi, poco prima della mezzora, ma Forster è immenso a deviare il pallone sulla traversa. Poi è Sanchez soltanto 5 minuti dopo a farci tremare, colpendo di testa un cross di Dani Alves. Traiettoria lenta, curva e insidiosa. Palo! Finisce il Primo Tempo. Il Celtic è in vantaggio.

Nella ripresa il Barcellona entra in campo determinato a svegliarci da questo bel sogno. Ma troverà un muro invalicabile a impedirgli di rovinarci la festa. Un muro chiamato Fraser Forster. Il portierone inglese è bravissimo a neutralizzare un doppio tentativo di Sanchez, mettendoci prima la mano e poi, sulla respinta raccolta nuovamente dall’attaccante cileno, il piede. Villanova inserisce Villa e Fabregas (beato lui che può permettersi di tenere in panchina giocatori del genere) per tentare di ribaltare la situazione. Lennon, più tardi, risponde inserendo il giovane Tony Watt, pagato 80.000£ dall’Airdrie. Il triangolo Messi-Xavi-Jordi Alba manda alla conclusione La Pulce argentina, che nuovamente si vede negare la gioia del gol dall’ennesimo grande intervento dell’estremo difensore biancoverde. Il possesso palla blaugrana continua inesorabile, ma altrettanto inesorabili, per gli avversari, sono i minuti che passano e che ci portano all’83°, quando succede l’incredibile. Forster rinvia e Xavi buca l’intervento. Sul pallone si avventa Watt che controlla, entra in area, guarda Valdes e lo batte con un diagonale. E’ un pallone spinto in porta da tutto il popolo biancoverde, è un pallone spinto in porta dai 60.000 presenti. Ha segnato Watt, il ragazzino 18enne che fino a 2 anni fa giocava a calcio solo nel parco cittadino con gli amici, con gli zaini al posto dei pali. Il ragazzino il cui sogno era quello di vestire la maglia del Celtic un giorno. Chissà se sognava anche un momento come questo. Esplodo in un urlo liberatorio, cade lo sgabello e rovescio la birra, ma non ha importanza, perché mancano 7 minuti e il Celtic sta vincendo 2-0. La partita sembra chiusa, ma il Barça non molla e dopo una serie di rapidi passaggi di prima all’interno dell’area di rigore riesce ad accorciare le distanze con Leo Messi. Ma manca troppo poco ormai. Questa volta non c’è tempo per segnare il gol vittoria allo scadere come avvenuto nella gara d’andata. Questa volta è finita. Gli Dei sono caduti. Ed è stato un vecchietto scozzese di 125 anni a farli cadere.

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