CHE PRIMA VOLTA AL PARADISE!!!!!!

flag2

brown

La prima al Celtic Park non si dimentica,dicono.Se però non ci sei mai stato puoi solo immaginarlo e crederci sulla parola.Una volta dentro però ti si schiude la mente e ti si aprono le porte del…paradise.

Un viaggio concretizzatosi ed evolutosi con il favore di congiunzioni astrali difficilmente ripetibili e che ci ha elargito(a me ed all’amico valerio) un’esperienza indimenticabile.
Dal reperimento dei biglietti per una gara sold-out al furto degli stessi avvenuto ai danni della nostra controparte scozzese che non senza difficoltà se li era procurati ma che nondimeno non ha esitato un istante a cederci i suoi per permetterci di poter assistere alla partita,salvo poi riuscire a recuperarno un altro davanti allo stadio a prezzo di costo per il buoncuore del bagarino di turno.
Dall’accoglienza a base di pizza e birra in ostello,nonostante la tempesta abbattutasi su Roma aveva ritardato la partenza del volo ed il conseguente atterragio in terra scozzese facendoci mancare l’appuntamento con l’ultimo treno in partenza per la city.
Cosa dire dell’arrivo al Celtic Park di mercoledì mattina per il consuetudinario tour istantaneamente trasformatosi in una photo session con tutti i giocatori della squadra…incontrati per ben due volte,e pazienza se qualcuno era infortunato…i celtic players sono come figli,tutti uguali.
Divertente lo scambio di battute con Momo Donati “Che cazzo ci fate voi qua”,seguito dalla calorosa stretta di mano con il cordialissimo McDonald prodigo di domande non appena appreso fossimo dell’Italian Cels.
Simpatico il siparietto dell’incoronazione di Barry Robson a “centrocampista più forte d’europa” e della canzoncina Holy Goalie intonata a Boruc mentre si lasciava gentilmente immortalare.
Immancabili gli incitamenti al gol a Caldwell e Nakamura ,già in sentore di esclusione,e gli abbracci con McManus,Sheridan e strette di mano varie.
In tutto questo,è d’uopo sottolineare,che alla domanda di fare una foto nessuno dei giocatori si è tirato indietro o è minimamente apparso seccato.
Atmosfera lontana anni luce dagli inopportuni divismi degli straviziati attori delle soap opera inscenate sui campi italiani ogni weekend.

Pomeriggio di un ‘busy day’,quello del giorno della partita.Tifosi inglesi mattinieri e sparpagliati ovunqune rendono difficoltoso l’ingresso in qualsivoglia locale indossando la jersey del club.
Un fugace cheese & chips ed una toccatina alla Glasgow Cathedral con annessa puntatina alla necropoli,dalla cui vetta è possibile ammirare il panorama pressochè totale della città,preludono ad una tappa attesa con impazienza:Gallowgate.
La visita ai pub del celtic dove i tifosi solgono riunirsi prima dei match è una sosta imprescindibile.
Alle 16:30 l’atmosfera è già alle stelle ed i canti si odono dalle strade.
Testimone del sovraffollamento è la serranda semichiusa del Bairds Bar,uno dei pub più conosciuti nonchè il più vecchio,che sconsiglia ai passanti di avventurarsi nell’entrata.
Imperterriti riusciamo a sgattaiolare dentro per un paio di pinte,qualche toast ed il tempo di ricevere da alcuni ragazzi una dritta su come reperire il biglietto mancante che risulterà poi decisiva.
Prima di avviarci verso lo stadio due sciarpe dell’Italian Celts vengono lasciate nei pub e si avviano contatti con il proprietario di Timsland.

Un serpentone di bus di linea strapieni fanno bella mostra dell’insegna out of service ignorandoci lungo il cammino,ormai pregno d’euforia e pertanto per nulla pesante.
Arrivati al parcheggio,alla ricerca di qualche ticket,ci si imbatte in un bus inglese intento nella manovra di parcheggio.Avvisaglie di apocalisse al suo interno quando siamo scorti da un paio di ragazzi.
Notizie del pregara riferivano di due bus di hooligans rispediti al mittente poche ore prima.

Trovato il biglietto a prezzo di costo (30 pounds) il settore Jock Stein Lower ci attende.Siamo praticamente in campo ed il non avere una perfetta prospettiva di quel che accade nell’area di rigore dell’altra metà campo risulta dettaglio ininfluente.
Mancano ancora pochi minuti,ma per noi supporters la partita è già cominciata: ‘Let the people sing’,una versione incredibile di You’ll never walk alone ci scaldano il cuore rinvigorendo le speranze di un risultato positivo contro i campioni d’europa.
Al gol di McDonald il Paradise esplode in una bolgia.Mezza ‘curva’ ,individuata la nostra provenienza,ci avvolge in un caotico abbraccio.
Sembra di aver vissuto la parabola al replay ,trattenendo il sospiro sbuffando in rete una palla che non poteva non entrare.

All’intervallo l’amico Matt fa incursione da noi quasi in preda alle lacrime.E’ dal pomeriggio che vado dicendo a tutti che sarà 2-0 e mi promette ettolitri di birra se la profezia dovesse essere esatta.
A fine partita l’unico a ringraziare sarà il mio fegato.

Comincia la ripresa e sembra che abbiano spostato il campo su un dirupo con la nostra metà campo in salita.
E’ dura ed a sei minuti dalla fine quel fuoriclasse che risponde al nome di Ryan Giggs riacciuffa meritatamente il risultato.Si rischia anche di perdere e sarebbe stato davvero troppo per quanto profuso dai ragazzi e soprattutto dalla gente sugli spalti.
In seguito al pareggio vi sono stati alcuni brevissimi istanti di silenzio assoluto ai quali sono seguiti gli incitamenti dei tifosi del manchester,ad onor del vero uditi per la prima volta ed ultima volta in questa circostanza.
Subitanea la risposta del resto dello stadio che pochi secondi dopo tuonava nell’inconfondibile “We don’t care if we win lose of draw”.
Altra mentalità.

A fine partita,per di piu con un risultato positivo,il picco sembrerebbe raggiunto.
Invece ancora c’è stato il tempo di assistere ad una mezza scazzottata in un pub con annesso duro ed intimidatorio intervento della polizia locale che ha provato anche a schedarci prima di desistere una volta appreso che all’indomani saremmo ahinoi volati via.
E poi la visita allo storico Hampden,che secondo la simpatica guida sarebbe stato meglio si chiamasse William Wallace,dove grazie alla fortuna di essere in due ed un pò di smaliziata furberia siamo riusciti ad entrare nel magazzino dove siamo stati omaggiati con due maglie della nazionale.
E’ stato questo l’ultimo episodio di una trasferta irripetibile prima di consumare il mesto rituale del ritorno a casa.
Anzi no,perchè come dice qualcuno “Home is where your heart is”,e dopo questa esperienza un parte non trascurabile del nostro cuore è ancora lassù a Glasgow.

Sonnie

Annunci

5 thoughts on “CHE PRIMA VOLTA AL PARADISE!!!!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...