LA CRONACA DI UN SOGNO

E finalmente il fatidico giorno arrivò. Dopo giorni e giorni consumati nella preparazione di questa trasferta in terra scozzese, non è facile far partire dall’Italia 25 persone di città diverse, è arrivato il giorno della partenza. Anche se per alcuni il viaggio era iniziato qualche giorno prima con il mio primo spostamento da Napoli a Roma. 26 settembre – Partenza da Roma alle 7.40 destinazione Orio Al Serio dove poi avremmo incontrato gli altri membri del Csc per partire per Glasgow. L’attesa all’aeroporto di Bergamo fu estenuante ma poi pian piano l’area gruppi, dove ci stavamo raccogliendo, andò assumendo un’unica coppia di colori: quelli biancoverdi. Finalmente la partenza per la Scozia. In aereo si poteva sentire la tensione, non per il viaggio, ma per la voglia di calpestare il suolo di quella meravigliosa terra. Arrivati a Glasgow il trasferimento in centro, e lo spostamento in ostello. Dopo aver sbrigato le prime pratiche burocratiche ci si mette tutti in marcia. Destinazione Gallowgate, quartiere cattolico di Glasgow, per assistere al concerto di Charlie and The Bhoys la Celtic band N1 al mondo al Barrowlands. Entrati in questo locale, rimanemmo estasiati per la quantità di persone presenti con indosso esclusivamente una hoops e 2 bicchieri di birra nelle mani. Il concerto fu strepitoso come l’atmosfera che ci circondava. Noi fieri con le nostre sciarpe marchiate The Italian Celts cantavamo a squarciagola le canzoni dedicate ai mitici Bhoys. L’emozione di essere chiamati dal palco e dello srotolare davanti a così tante persone il nostro vessillo facendo sapere a tutti che un pezzo d’Italia era lì, fu davvero tanta. Da quel momento in poi furono solo abbracci, strette di mano, foto, scambi di doni con tantissimi tifosi del Celtic che entusiasti, ma non meravigliati, salutavano questo gruppo di italiani che erano venuti a vedere il Celtic. Durante quel concerto, nel guardare l’atteggiamento di tutte quelle persone di ogni età e di ogni estrazione sociale, ci siamo accorti ancora di più che il Celtic non è una semplice squadra di calcio ma molto di più. Ed è per questo motivo che siamo fieri di indossare una Hoops. Il giorno dopo è il giorno della partita Celtic-Aberdeen. Partenza dal nostro ostello ben 4 ore prima del match, destinazione i tantissimi pub presenti sulla strada per lo stadio. Prima tappa il Bairds bar famosissimo Celtic Pub per i suoi innumerevoli cimeli appesi sulle pareti. Appena arrivati e appena visto le nostre sciarpe, tantissime richieste di foto, e di scambi di doni. Una situazione emozionante che si è ripetuta in ogni luogo dove noi entrassimo. Il percorso verso lo stadio continua con una sosta dovuta alla St.Mary’s Chapel, dove nel 1888 fu fondato il Celtic da Brother Walfrid un frate irlandese. Poi l’arrivo al Celtic Park e l’emozione di chi per la prima volta lo vedeva. Appena arrivati l’incontro con il pullman della squadra appena giunta al Paradise. Il CIAO rivoltoci in italiano da Strachan fu davvero bello, così come l’acclamazione all’arrivo di Massimo Donati. Poi uno dei momenti che aspettavamo con maggiore ansia, la consegna della targa del nostro Csc a Scott McDonald individuato dai nostri iscritti come miglior giocatore della stagione passata. Skippy fu davvero felice di ricevere dalle nostre mani questo premio, soprattutto quando si accorse il nostro paese di origine. Dopo aver scambiato due parole con lui arrivò anche il nostro Donati anche lui gentilissimo a trattenersi con noi e nello scambiarci reciproche emozioni e sensazioni. Poi l’ingresso nello stadio e l’inizio della partita, l’atmosfera come qualcuno di noi la sognava, stadio pieno e classica pioggia scozzese. Una partita iniziata bene nel primo tempo ma messasi male nel secondo con i Bhoys sotto per 1-2. Ma in pochi minuti il cuore degli Hoops venne fuori coronandosi con un meraviglioso gol vittoria di Vennegoor of Hesselink nell’ultimo minuto di recupero. Il boato fu tremendo, come se avessimo vinto la champions league, fu un abbraccio unico sugli spalti. Usciti dallo stadio ci avviammo ad un pub ritrovo di tifosi e anche lì i festeggiamenti in nostro onore continuarono per ben 2 ore con foto, video e scambi di sciarpe con altri Csc presenti. Compimmo il tragitto di ritorno in ben 4 ore. Durante quelle ore sentimmo l’affetto che quelle persone provavano nei nostri confronti. Il mattino dopo c’era, insieme al Presidente e ad altri 2 membri del club, l’appuntamento per andare a rendere onore a John Doyle un vero mito per tutti i tifosi del Celtic. Doyle morì giovanissimo nel 1981 per colpa di un incidente domestico. Sulla sua tomba posammo una nostra sciarpa e uno striscione su cui c’era scritto: JOHN DOYLE FOR EVER. Dopo questa emozionante visita ci dirigemmo al Celtic Park per far visita al museo dello stadio e alla sala trofei. L’emozione nel vedere la Coppa dei Campioni vinta nel 1967 a Lisbona contro l’Inter. Dove i Lisbon Lions vinsero contro l’Inter di Mazzola, Facchetti, Suarez allenata dal mago Herrera, mentre i nostri eroi erano nati tutti a meno di 20 km dal Paradise. Poi l’entrata nello stadio dove lo potemmo ammirare in tutta la sua maestosità. Successivamente alla visita un primo gruppo lasciò Glasgow per tornare in Italia, i saluti e i ringraziamenti con chi aveva partecipato con noi a questi straordinari momenti. Con la restante parte del gruppo il lunedì mattina facemmo visita ad Hampden Park casa della nazionale Scozzese e del Queen’s Park. La visita agli spogliato,i bellissimi tutto in legno,e la spiegazione che quando si affrontano Celtic e Rangers le due squadre occupano gli spogliatoi sotto la porzione di stadio occupata dai propri supporters. La visita al terreno di riscaldamento dove c’è un meraviglioso prato sintetico, da far invidia a moltissimi stadi italiani, e dove c’è stata data la possibilità di calciare dei rigori per misurare la nostra potenza. Poi ci fecero disporre su due file ci aprirono le porte del terreno di gioco ed entrammo in campo accolti dal boato del pubblico, ovviamente pre-registrato. L’emozione di ammirare le due curve con su disegnate la bandiera scozzese. Poi la visita al museo dove potemmo ammirare la Coppa di Scozia, la prima coppa della storia del football. Ammirammo la Hall of Fame della Scottish Association. Poi purtroppo il ritorno in Italia si avvicinava, ritornammo in ostello dove scambiammo indirizzi mail con il personale e ci demmo l’arrivederci alle prossime trasferte. Arrivati in aeroporto avemmo ancora il tempo per fare delle foto con altri tifosi del Celtic che stavano aspettando di partire per la Spagna per assistere alla gara di Champions contro il Villareal. Poi il viaggio verso l’Italia con davanti gli occhi ancora l’emozione dei giorni precedenti. L’arrivo a Bergamo e i saluti con la maggioranza del gruppo e l’ultima foto con i nostri vessilli. Ma per chi doveva andare al Sud non era ancora finita. La notte in aeroporto fu lunga ma fu allietata dalle foto, dai video e dalle riviste comprate a Glasgow. La partenza per Roma fu di prima mattina e poi l’arrivo nella capitale con i saluti finali di chi era rimasto. Stancante si ma soprattutto emozionante.

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3 thoughts on “LA CRONACA DI UN SOGNO

  1. Bravissimi ragazzi ! Come già scritto tantissime altre volte in precedenza sono molto felice che anche voi abbiate potuto goire dell’esperienza di una presenza al Celtic park e di capire tutto quello che significa essere un tifoso di questa che … “non è solo una squadra di calcio” !
    E, quale cofondatore del nostro supporters club, questo era uno dei miei obiettivi, grazie !

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