RASSEGNA STAMPA

Il tecnico Gordon Strachan è ottimista sul ritorno degli ottavi di Champions contro il Milan: "Credo nella qualificazione, perché ho fiducia nelle persone che mi stanno intorno"

Gordon Strachan non ci sta a recitare la parte dell’agnello da sacrificare. Alla qualificazione del Celtic ci crede fino in fondo, perché ha fiducia nei suoi ragazzi. Simpatico, professionale, dai tratti somatici tipicamemte scozzesi, il tecnico dei bianconverdi ha snobbato l’allenamento del Meazza, preferendo la palestra dell’hotel Visconti Palace di Milan. "Perché non ci alleniamo a San Siro? Abbiamo fatto due allenamenti sia domenica che lunedì. Sapendo che oggi avremmo dovuto fare tante cose, come la partenza, l’arrivo e la conferenza, ho preferito evitare alla squadra un tour de force, anche perché secondo me non è poi così importante provare il campo e le luci all’ora della partita", ha spiegato nella conferenza stampa della vigilia. Il tecnico ha fatto il punto della situazione: "McManus sta bene e sarà disponibile, ha dato segnali molto positivi negli ultimi allenamenti. Credo nella qualificazione". Il suo ottimismo non è da sottovalutare: "Semplice – afferma -, ho fiducia nelle persone che mi stanno intorno. È importante credere di potercela fare e spero che domani il Celtic dimostrerà che tipo di squadra è, ovvero una squadra che ha collezionato molti successi nel proprio campionato". Leggermente acciaccati Nakamura e Miller, ma entrambi scenderanno in campo. Carlo Ancelotti teme i calci piazzati del Celtic. Strachan non sembra temere quelli rossoneri. "Noi non abbiamo problemi in questo senso, anche in questo caso dobbiamo avere fiducia in noi. Sarà forse più facile per noi contrastarli sui calci piazzati – chiude Strachan – perché siamo più abituati a fare un certo tipo di lavoro in difesa. Se mi piacerebbe un bell’1-1 e simili? I miei sono ragazzi di talento e anche molto fortunati, servirà buona sorte". (dalla Gazzetta.it)

Solo gli scozzesi vogliono i biglietti per Milan-Celtic.

C’è chi ha deciso di partire lo stesso dalla Scozia pur non avendo la certezza di vedere Milan-Celtic, e chi abita a due passi da San Siro ma non ci pensa proprio a vedere il primo match thriller della stagione rossonera.
Stasera San Siro non avrà le parvenze di uno stadio da Champions League per la capienza ridotta di spettatori (67.500), ma anche per la poca voglia dei sostenitori del Milan di vedere all’opera la propria squadra. La vendita dei biglietti, del resto, fino a ieri non ha fatto registrare cifre da capogiro. Tutt’altro, circa 50 mila tagliandi venduti, meno di Milan-Spartak Mosca del marzo del 2004. Negli ultimi due anni, la presenza di Manchester e Bayern negli ottavi aveva chiamato a raccolta 79 mila spettatori. Il match contro il Celtic, anche con lo stadio agibile in ogni settore, non avrebbe potuto competere con questi dati nonostante lo zero a zero dell’andata. Carlo Ancelotti non crede alla teoria del disamore: «Il problema è legato a ciò che è successo nei giorni scorsi quando lo stadio era aperto ai soli abbonati. La partita è comunque molto sentita sia da noi che dalla nostra gente, quindi penso che ci saranno 60 mila persone». Difficile pensare che il popolo del calcio non sappia che adesso San Siro è aperto a tutti. La notizia di sicuro è arrivata in Scozia dove tra ieri e oggi è attesa un’onda biancoverde composta da circa diecimila anime. Alcuni hanno il biglietto, altri no. Il Milan è pronto a gestire l’emergenza. 5500 sostenitori scozzesi arriveranno muniti di regolare tagliando grazie a 39 voli organizzati, altri 1300 hanno avuto via libera all’acquisto di biglietti tramite circuito bancario. Ma il problema è rappresentato da quei 3000 che arriveranno senza alcuna garanzia d’entrare. Il sito del Celtic ha lanciato avvertimenti fin troppo punitivi: «Chiunque entri anche involontariamente in un settore che non è di sua pertinenza verrà arrestato». In realtà, il club rossonero ha già predisposto la loro distribuzione: molti andranno nel terzo anello verde, gli altri nel primo anello verde dove dovevano esserci dei tifosi del Milan che per l’occasione verranno trasferiti. Ancelotti spera di non imbattersi in un nuovo sciopero del tifo come era accaduto sabato scorso: «Credo che ci sarà l’ambiente giusto. Abbiamo bisogno di uno stadio appassionato». Per rendere San Siro ancora più caldo, sarà necessario fare una grande partita. Il tecnico rossonero ha assicurato di non aver dubbi di formazione: «Non esistono problemi, esistono soluzioni e quelle le abbiamo già trovate». In realtà il dubbio sull’attacco gli resterà fino a oggi pomeriggio quando effettuerà la riunione tecnica insieme ai giocatori. L’idea è quella di schierare Inzaghi come unica punta, l’unica perplessità riguarda la sua tenuta fisica visto che a causa di una cicatrice sul flessore non gioca titolare dal 25 gennaio scorso in Milan-Roma di Coppa Italia. L’alternativa resta Alberto Gilardino. Ancelotti comunque sembra sicuro del passaggio del turno: «In Champions conta l’esperienza, la tradizione e non avere eccessiva tensione, da questo punto di vista siamo avvantaggiati rispetto al Celtic». di Laura Baldinelli (La Stampa.it)

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