Scottish Cup Winners 2010/2011

Scottish Cup Winners 2010/2011

Cari bhoys and ghirls finisce un anno intenso per quel che riguarda le emozioni.

Dalla fine dello scorso campionato, con le gioie e i dolori per le sconfitte e qualche vittoria sul campo, alle recriminazioni per quello che avrebbe potuto essere e non è stato, come le sconfitte in League Cup Final e il campionato sfuggito sul filo di lana, ma soprattutto per i fatti che hanno scosso la vita del nostro manager Neil Lennon; dal nostro incontro di Barga, dove il vedere le facce cha fanno capo ai nickname del web provoca sempre un enorme piacere, unita all’accoglienza sempre splendida degli amici toscani; al sorteggio di Coppa Uefa che ha visto i Bhoys opposti all’Udinese, fornendoci la possibilità di una trasferta “europea” entro i nostri confini; al superbo lavoro di Paul Rinaldi, presidente del Celtic Club Udine, che si è fatto letteralmente il “mazzo” per organizzare e regalarci il pre e post partita nella gara del 15 dicembre e ci ha dato la possibilità di assistere alla gara dal settore ospiti, assieme agli scozzesi giunti da oltre manica e non solo.

Ma per me, e qui metto in campo tutto il mio egoismo, il mio orgoglio e la mia emozione, il 2011 è stato qualcosa di particolare, di non comune, di strano, di sorpresa, di passione, di pazzia calcistica, di amicizia sincera.Il fatto di aver dedicato quasi 30 anni a rincorrere la memoria di John Doyle mi ha reso a volte, non lo nego, un personaggio strano; ma come mi hanno insegnato alcuni amici che seguono il Celtic e lo intendono alla mia maniera, tutto ciò che ruota attorno a questo club non può essere lasciato al caso: non serve enfasi ma la giusta attenzione per rendere seria questa passione.

Per questo il concatenarsi di eventi che si sono succeduti in questo 2011 mi ha messo addosso parecchie volte l’adrenalina. Dal mio primo contatto con Joanna Doyle, la figlia del (per me) leggendario Johnny, ai contatti con Padre Justinian McGrade, alla quasi certa ipotesi di non poter partecipare agli eventi in terra di Scozia, all’improvvisa e inaspettata chance di poter volare in tempo utile per rendere omaggio alla memoria di Doyle e tutto quello che ne è seguito; lasciatemelo dire: è stato un anno per me irripetibile. Ecco: irripetibile. Questo è l’augurio che faccio a tutti voi, affinché l’anno che inizia non ripeta l’anno che sta finendo, ma sia diverso in maniera positiva e migliore, nei vostri confronti e di quelli che stanno attorno.

Lo auguro anche alla nostra squadra: che sia irripetibile. Che non ripeta l’epilogo della scorsa stagione. Ieri sera un tassello è stato già messo al posto giusto. Adesso, cari bhoys, tocca a voi andare fino in fondo.

Hail Hail

Alessandro Boretti