Archivio per Marzo 2007

Come sono diventato un Bhoy!

Marzo 21, 2007

Mi fa molto piacere raccontare di come è nata in me, nato e cresciuto nel cuore dell’Italia meridionale una passione così forte per qualcosa che può sembrare così lontano… come il Celtic! Ebbene l’inizio di tutto questo si perde fin nella mia infanzia…e davvero non saprei spiegarlo molto razionalmente. Semplicemente..mi sentivo istintivamente attratto dal nord…e c’erano pomeriggi in cui passavo ore ed ore sull’enciclopedia a studiare le mappe dei paesi nordici..a leggere la loro storia: insomma…viaggiavo con l’immaginazione verso posti che non avevo mai visto fisicamente ma che x qualche misterioso motivo sentivo mi suscitavano un’attrazione irresistibile.L’Irlanda e la Scozia mi hanno subito affascinato particolarmente…forse anche per la loro storia fiera e tormentata: secoli e secoli di dominio della potente Inghilterra non sono riusciti a piegare l’identità celtica..che non si è omologata a quella anglosassone ma è riuscita ad arrivare fino a noi salvaguardando le sue peculiarità. E il giorno che un mio amico mi portò da una vacanza in UK una copia del Celtic View..(avrò avuto 18 anni…mi ricordo ancora la copertina..c’era un primo piano del mitico Paul McStay) fu come un colpo di fulmine e io capii che avevo trovato l’espressione sportiva di tutto questo! Quindi per me il Celtic  rappresenta  molto più di una squadra di calcio..ma uno dei frutti di quella tradizione di fierezza millenaria tanto forte da non soccombere nemmeno di fronte all’Inghilterra. E il calcio italiano (che prima seguivo abbastanza..da piccolo ero tifoso della Roma) con le sue miserie e bassezze non ha fatto altro che facilitare il mio innamoramento per il Celtic. Adesso credo proprio di poter dire di aver trovato la mia autentica fede sportiva!

A presto!
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Ringraziamo Gianluca che ci ha inviato il racconto di come è diventato un tifoso del Celtic, conosciuto la sera di Milan-Celtic in un pub di Roma, invitiamo tutti voi a scrivere le vostre storie riguardanti voi ed il Celtic!

“UK FOOTBALL, PLEASE” NUMERO 18!!

Marzo 19, 2007

IL NUMERO 18 di MARZO 2007

Il numero 18 è fatto, anche questa volta siamo riusciti nell’intento..di portarlo a termine In questo numero di 40 pagine, nel suo interno troverere interessanti articoli come quello di Dante Cavalli sul suo Stoke City, Gianluca Ottone che descrive gli ultimi "sospiri" del Belle Vue di Doncaster, Faccendini che analizza il football d’oltremanica degli ultimi anni.. quelli della globalizzazione importata alla Premier League, ma non solo, riparte sulle pagine della nostra fanzine una storia accurata della FA Cup scritta da Giacomo Mallano, la 7° puntata della Storia del Manchester United di Massimo Bonomi e tanti altri contributi ugualmente interessanti. Per informazioni riguardo il nuovo abbonamento che partirà dal numero 18 e comprenderà i prossimi tre numeri trimestrali scrivete alla e-mail. Per maggiori informazioni sul numero 18, clicca qui. www.bloggers.it/ukfooballplease

PL CELTIC-RANGERS= 0-1

Marzo 11, 2007

La foto sotto è la rovesciata di Ehiogu al suo primo Old Firm segna ed il suo goal risulta anche decisivo, partita non bellissima ma comunque l’abbiamo dominato a livello di gioco.. in quattro giorni due sconfitte, da quanto tempo è che non succedeva?

Celtic: Boruc, Wilson, Pressley (O’Dea 78), McManus, Naylor, Nakamura, Lennon, Sno (Riordan 81), McGeady, Miller (Jarosik 74), Vennegoor of Hesselink. Subs Not Used: Brown, Beattie, Perrier Doumbe, Caldwell.

Booked: Lennon, Sno.

Rangers: McGregor, Hutton, Weir, Ehiogu, Murray, Hemdani, Thomson, Ferguson, Adam, Sebo (Prso 74), Novo (Rae 90). Subs Not Used: Klos, Boyd, Papac, McMillan, Furman.

Booked: Adam, Ferguson, Novo. Goal: Ehiogu 50. Att: 59,425 Ref: S Dougal

CL MILAN-CELTIC= 1-1 E.T.

Marzo 8, 2007

Prima..

Il Milan ha vinto meritatamente sul filo di lana, nei tempi supplementari, con un gol dello straordinario Kakà, ma la partita col Celtic ha palesato ancora una volta le difficoltà dei rossoneri nell’andare in gol. Va detto, comunque, che la squadra di Ancelotti non è stata fortunata: due traverse di Ambrosini e Kakà, un salvataggio di O’Dea sulla linea e parecchie parate del portiere Boruc, ma anche tanti errori. Pure contro un avversario che fuori casa non vince mai i rossoneri sono rimasti all’asciutto nei tempi regolamentari. L’importante era comunque vincere ed andare avanti e il Milan ce l’ha fatta. L’urgenza del risultato ha messo in evidenza i problemi del Milan in fase d’attacco quando non c’è Ronaldo che peraltro non può giocare in Champions. Le possibilità di forzare il robusto apparato difensivo degli scozzesi nel primo tempo sono passate quasi sempre attraverso la corsia di sinistra, dove hanno agito Seedorf e Jankulovski, più raramente dalle parti di Oddo sulla destra. La ricerca di convogliare il gioco verso Inzaghi è risultato pressoché vano perché Superpippo è stato marcato bene da McManus. L’altra opzione per il gioco d’attacco rossonero è stata affidata alle sgroppate di Kakà sfociate in tiri poco precisi oppure preda della difesa scozzese. In realtà il Milan ha creato tre occasioni da gol: al 4′ su azione Maldini-Seedorf-Kakà con diagonale che ha costretto il sicurissimo Boruc a una deviazione sulla sinistra, al 23′ su un passaggio di Seedorf sulla destra per Inzaghi, anticipato da McManaus, e al 38′ quando Kakà da sinistra ha trovato la testa di Ambrosini al centro: il mediano non è stato fortunato perché la palla si è stampata sulla traversa. Il Celtic, da parte sua, ha fatto molto meno. La squadra scozzese ha tentato di sfruttare i calci piazzati di Nakamura e qualche combinazione fortunata. Come quando, al 6′, un tentativo di Telfer è stato deviato in angolo di mano da Maldini; o nel finale di primo tempo allorchè al 40′ un colpo di testa di Vennegoor è stato sfortunatamente deviato da Oddo (peraltro non eccezionale) verso Dida e al 43′ quando Jarosik da sinistra non ha trovato la testa di Vennegoor. Ad esser sinceri non è stato un primo tempo di qualità. Il Milan ha commesso alcuni errori in difesa e solo la corsa e le doti da combattimento di Gattuso e Ambrosini hanno impressionato, ma a tratti. La squadra di Ancelotti ha cercato di sveltire la manovra nella ripresa: all’8′ un lungo lancio di Pirlo (mediocre) per Jankulovski ha permesso al terzino di cossare per Inzaghi che ha girato di poco a lato; poi un fallo di Nylor (dentro o fuori area?) ha fermato un’incursione di Inzaghi. Strachan ha poi giocato la carta Gravesen (molto attivo): il tecnico scozzese ha forse capito che per avere qualche possibilità di segnare era necessario cambiare qualcosa. Il Milan ha tuttavia moltiplicato i propri tentativi di perforare l’abbottonatissima difesa avversaria: il Celtic ha spudoratamente puntato insomma allo 0-0 in attesa di un colpo di fortuna. Al 26′ O’Dea ha salvato di testa sulla lina dopo un colpo di testa di Inzaghi su calcio d’angolo. Ancelotti a questo punto ha sostituito Inzaghi con Gilardino e Gattuso con Brocchi, per un’iniezione di freschezza, visto il calo dei rossoneri. Un tentativo di testa di Maldini salvato da Boruc in maniera rocambolesca, un intervento di Ambrosini su Nakamura in area (gli scozzesi hanno protestato), una punizione di Seedorf che ha fatto volare Boruc e una traversa di Kakà al 43′ hanno concluso i tempi regolamentari, in cui il Milan non è stato fortunato. Quando al 3′ del primo tempo supplementare Kakà ha conquistato di forza la palla a centrocampo, è filato via e, giunto in area, ha tirato rasoterra "bucando" Boruc fra le gambe, l’incubo è finito e la serata è finita in gloria. Boruc poi ha impedito il secondo gol su due conclusioni di Pirlo e c’è stata qualche sofferenza in difesa. Ma il Celtic è veramente scarso. (da Repubblica.it)

dopo.. che ne pensate del match di ieri sera?

Celtic: Boruc, Telfer, McManus, O’Dea, Naylor, Nakamura (Miller 106), Lennon, Sno (Beattie 97), McGeady, Jarosik (Gravesen 62), Vennegoor of Hesselink. Subs Not Used: Brown, Wilson, Kennedy, Riordan.

Booked: McManus, Naylor, McGeady, Lennon. Att: 65,000 Ref: Konrad Plautz (Austria).

Celticmania, c’è anche un’Italia che tifa in kilt. (IL GIORNALE)

Marzo 7, 2007

Tifano Celtic. Sono italiani. E sono ottimisti. Lo conferma il sondaggio proposto da "Memocelts", il loro blog. «Passeremo il turno contro il Milan?». L’ottanta per cento vota sì. E adesso non resta che soffrire per i bianchi e verdi di Glasgow. Qualche innamorato sugli spalti del Meazza, sperando di mescolarsi ai cinquemila in arrivo dalla Scozia. Gli altri in un bar, davanti a una Guinness. O a casa, con una pizza. Tifano Celtic. Ma sono italiani.
Tra i Celtic-maniaci di casa nostra c’è anche un milanista, che spera in un gol del Diavolo, «sapendo che un pezzo del mio cuore soffrirà». La magia delle "Hoops", le casacche a strisce orizzontali, attraversa del resto tutto il parlamento del calcio. «La sera dell’andata», racconta Harry McCrory, irlandese trapiantato a Roma, manager del pub che ospita "The Italian Bhoys", il Celtic club del nostro Paese, «una quarantina di italiani hanno sostenuto qui da noi i ragazzi di Strachan. Chi sono? Juventini, laziali, molti romanisti». Il Celtic è stato fondato nel 1887 da padre Walfrid, un prete cattolico irlandese. Voleva raccogliere fondi, radunare i suoi connazionali, assisterli. Poi fece storia e vittime la rivalità con i dirimpettai dei Rangers, di fede protestante. Ma oltre il mare c’è Belfast, dove proprio oggi si vota per l’Assemblea dell’Irlanda del Nord, deserta dal 2002 perché deputati cattolici e protestanti non volevano collaborare. Non stupisce allora che il Celtic conti in tutta l’Irlanda ottanta fans club. Più che in Scozia. Il calcio come identità, tradizione, radici. «Da noi è diverso», spiega Max Troiani, romano, curatore di Memocelts e, in passato, fra gli autori di un foglio che radunava una sessantina di supporter italiani. «Ci si innamora del Celtic perché ci si innamora del calcio britannico e dei suoi riti: acquistare il programma prima del match, scambiare gadget, fare amicizia davanti a una birra. Un altro mondo». E infatti su internet naviga una comunità di italiani delusi dal nostro pallone, devoti al calcio d’Oltremanica e alle sue squadre, pure di nicchia, come il Southampton o l’Hibernian. Ma la passione bianco-verde nasce anche dall’amore per la Scozia

Rassegna stampa.

Marzo 7, 2007

Il tecnico Gordon Strachan è ottimista sul ritorno degli ottavi di Champions contro il Milan: "Credo nella qualificazione, perché ho fiducia nelle persone che mi stanno intorno"

Gordon Strachan non ci sta a recitare la parte dell’agnello da sacrificare. Alla qualificazione del Celtic ci crede fino in fondo, perché ha fiducia nei suoi ragazzi. Simpatico, professionale, dai tratti somatici tipicamemte scozzesi, il tecnico dei bianconverdi ha snobbato l’allenamento del Meazza, preferendo la palestra dell’hotel Visconti Palace di Milan. "Perché non ci alleniamo a San Siro? Abbiamo fatto due allenamenti sia domenica che lunedì. Sapendo che oggi avremmo dovuto fare tante cose, come la partenza, l’arrivo e la conferenza, ho preferito evitare alla squadra un tour de force, anche perché secondo me non è poi così importante provare il campo e le luci all’ora della partita", ha spiegato nella conferenza stampa della vigilia. Il tecnico ha fatto il punto della situazione: "McManus sta bene e sarà disponibile, ha dato segnali molto positivi negli ultimi allenamenti. Credo nella qualificazione". Il suo ottimismo non è da sottovalutare: "Semplice - afferma -, ho fiducia nelle persone che mi stanno intorno. È importante credere di potercela fare e spero che domani il Celtic dimostrerà che tipo di squadra è, ovvero una squadra che ha collezionato molti successi nel proprio campionato". Leggermente acciaccati Nakamura e Miller, ma entrambi scenderanno in campo. Carlo Ancelotti teme i calci piazzati del Celtic. Strachan non sembra temere quelli rossoneri. "Noi non abbiamo problemi in questo senso, anche in questo caso dobbiamo avere fiducia in noi. Sarà forse più facile per noi contrastarli sui calci piazzati - chiude Strachan - perché siamo più abituati a fare un certo tipo di lavoro in difesa. Se mi piacerebbe un bell’1-1 e simili? I miei sono ragazzi di talento e anche molto fortunati, servirà buona sorte". (dalla Gazzetta.it)

Solo gli scozzesi vogliono i biglietti per Milan-Celtic.

C’è chi ha deciso di partire lo stesso dalla Scozia pur non avendo la certezza di vedere Milan-Celtic, e chi abita a due passi da San Siro ma non ci pensa proprio a vedere il primo match thriller della stagione rossonera.
Stasera San Siro non avrà le parvenze di uno stadio da Champions League per la capienza ridotta di spettatori (67.500), ma anche per la poca voglia dei sostenitori del Milan di vedere all’opera la propria squadra. La vendita dei biglietti, del resto, fino a ieri non ha fatto registrare cifre da capogiro. Tutt’altro, circa 50 mila tagliandi venduti, meno di Milan-Spartak Mosca del marzo del 2004. Negli ultimi due anni, la presenza di Manchester e Bayern negli ottavi aveva chiamato a raccolta 79 mila spettatori. Il match contro il Celtic, anche con lo stadio agibile in ogni settore, non avrebbe potuto competere con questi dati nonostante lo zero a zero dell’andata. Carlo Ancelotti non crede alla teoria del disamore: «Il problema è legato a ciò che è successo nei giorni scorsi quando lo stadio era aperto ai soli abbonati. La partita è comunque molto sentita sia da noi che dalla nostra gente, quindi penso che ci saranno 60 mila persone». Difficile pensare che il popolo del calcio non sappia che adesso San Siro è aperto a tutti. La notizia di sicuro è arrivata in Scozia dove tra ieri e oggi è attesa un’onda biancoverde composta da circa diecimila anime. Alcuni hanno il biglietto, altri no. Il Milan è pronto a gestire l’emergenza. 5500 sostenitori scozzesi arriveranno muniti di regolare tagliando grazie a 39 voli organizzati, altri 1300 hanno avuto via libera all’acquisto di biglietti tramite circuito bancario. Ma il problema è rappresentato da quei 3000 che arriveranno senza alcuna garanzia d’entrare. Il sito del Celtic ha lanciato avvertimenti fin troppo punitivi: «Chiunque entri anche involontariamente in un settore che non è di sua pertinenza verrà arrestato». In realtà, il club rossonero ha già predisposto la loro distribuzione: molti andranno nel terzo anello verde, gli altri nel primo anello verde dove dovevano esserci dei tifosi del Milan che per l’occasione verranno trasferiti. Ancelotti spera di non imbattersi in un nuovo sciopero del tifo come era accaduto sabato scorso: «Credo che ci sarà l’ambiente giusto. Abbiamo bisogno di uno stadio appassionato». Per rendere San Siro ancora più caldo, sarà necessario fare una grande partita. Il tecnico rossonero ha assicurato di non aver dubbi di formazione: «Non esistono problemi, esistono soluzioni e quelle le abbiamo già trovate». In realtà il dubbio sull’attacco gli resterà fino a oggi pomeriggio quando effettuerà la riunione tecnica insieme ai giocatori. L’idea è quella di schierare Inzaghi come unica punta, l’unica perplessità riguarda la sua tenuta fisica visto che a causa di una cicatrice sul flessore non gioca titolare dal 25 gennaio scorso in Milan-Roma di Coppa Italia. L’alternativa resta Alberto Gilardino. Ancelotti comunque sembra sicuro del passaggio del turno: «In Champions conta l’esperienza, la tradizione e non avere eccessiva tensione, da questo punto di vista siamo avvantaggiati rispetto al Celtic». di Laura Baldinelli (La Stampa.it)

MILAN: ATTESI DUEMILA TIFOSI DEL CELTIC

Marzo 6, 2007

In vista del ritorno degli ottavi di Champions League tra Milan e Celtic, circa duemila sostenitori scozzesi saranno in transito tra oggi e domani all’aeroporto di Orio al Serio, in provincia di Bergamo. Sono infatti in arrivo da Glasgow tre voli charter, sei nel corso della mattinata di domani, per un totale di 1.999 passeggeri diretti a Milano. La Sacbo, società che gestisce lo scalo orobico, ha predisposto un servizio operativo adeguato per consentire il regolare svolgimento dei controlli da parte delle forze di polizia e di sicurezza aeroportuale, previsti sia all’arrivo che per i voli di ritorno.

Preview Milan-Celtic

Marzo 5, 2007

Nella foto la copertina dell’official programme Milan-Celtic.

Nakamura: «Celtic, attento ai tuffatori» (Gazzetta dello Sport) Ci risiamo. Un film già visto mille volte. Italiani popolo di cascatori. Già: gli italiani e quella benedetta area di rigore che al cospetto del mondo ci trasforma da santi, poeti e navigatori in disonesti di ultima tacca. Da queste parti hanno ancora negli occhi la caduta di Gilardino nel secondo tempo del Celtic Park. E ovviamente, giusto per rinforzare l’avviso di garanzia, non è parso vero venire a sapere che sempre lui, l’Alberto da Biella, mercoledì scorso si è procurato un rigore a Palermo cedendo al fascino del tranello. A lanciare il capo d’accusa è un giocatore ancora infastidito dall’essere stato considerato in Italia un eterno incompiuto, e che quindi non si fa grandi scrupoli a gettare un po’ di benzina sulla gara di ritorno. Shunsuke Nakamura in Scozia ha trovato tuttoquello che avrebbe desiderato da noi: un allenatore che lo adora, una platea che lo ama, gol importanti.
«Non mi intendo di tuffi, ma gli attaccanti italiani proveranno a guadagnarsi un rigore». Tradotto: Inzaghi e Gilardino faranno i furbi, parola di Shunsuke. Se lo dice lui. Ma non è finita qui. Nakamura svela il retroscena che rafforza il concetto: «Prima della gara di andata dissi a McManus e O’Dea (i due centrali difensivi, n.d.r.) di fare attenzione soprattutto sui lanci lunghi. Se ti superano basta anche solo un piccolo tocco sulla schiena e te li ritrovi a terra. Potrebbe essere pericoloso soprattutto con la palla fra i piedi di Pirlo, che ha un grande lancio». Un tantino esagerato? Ecco il tocco finale: «Il calcio scozzese e quello italiano sono diversi in questo. Qui non si vedono molti tuffi e se qualcuno ci prova tutto il pubblico gli grida "imbroglione". È una cosa che mi ha sorpreso molto».