St. Mirren 0-2 Celtic

71′ Forrest (C), 88′ Brown (C)

S.Brown

S.Brown

Il Celtic soffre parecchio sul campo del St. Mirren, ma riesce a far propria l’intera posta in palio con due gol propiziati da altrettante giocate del capitano Scott Brown. I Bhoys centrano così la dodicesima vittoria consecutiva in Spl e soprattutto raddoppiano, portandolo a quattro punti, il loro vantaggio sui Rangers, fermati in casa sul pari dall’Aberdeen.
In avvio il Celtic si fa vedere solo sulla fascia destra, ma i cross di Cha sono imprecisi o comunque facile preda della difesa dei Saints e così il portiere padrone di casa rimane praticamente inoperoso. Ha da fare e molto, invece, il suo collega Fraser Forster:l’estremo difensore del Celtic compie il suo primo intervento all’11’ quando si accartoccia per bloccare una conclusione ravvicinata di McAuland. Pochi minuti dopo si registra l’unica fiammata della squadra di Neil Lennon con una conclusione dalla distanza di Hooper che viene messa in corner da Samson che non si fa sorprendere.
E’ comunque una parentesi visto che le occasioni migliori sono sempre create dai Saints: al 20’ minuto Thompson colpisce di testa un corner battuto da Imrie, ma Forster para.
Il primo tempo si chiude con un cross di Forrest dalla fascia destra che incoccia la parte alta della traversa e si perde sul fondo.
Nella ripresa sono ancora i padroni di casa a partire meglio e a sfiorare il vantaggio in due occasioni, ma Forster si salva prima su Imrie e poi sull’ex Paul McGowan.
I Bhoys non riescono a esprimere il loro gioco e allora Neil Lennon prova a dare la scossa inserendo Commons e Stokes al posto di Ki e Samaras. Le mosse del tecnico sembrano dare gli effetti sperati e infatti Commons si fa vedere con un’azione personale, ma il suo tiro si perde alto sopra la traversa.
Gli ospiti riescono a sbloccare il risultato al 71’: Samson respinge di pugno un corner con la palla che arriva a Brown fuori dall’area di rigore. Il capitano con un delizioso tocco di prima serve Forrest che lascia partire una conclusione dal limite che passa tra una selva di gambe e si infila in rete.
Nonostante lo svantaggio il St. Mirren non si abbatte e anzi continua a fare la sua partita e prima che Hooper sfiori il raddoppio con una conclusione dall’interno dell’area di rigore sono i Buddies a farsi pericolosi e Forster è costretto a una difficile deviazione in angolo per salvare la propria porta e a una parata su tocco ravvicinato di un attaccante avversario.
Le sofferenze del Celtic e i giochi si chiudono all’88’ grazie a Brown: il capitano raccoglie un corner battuto corto e leggermente spostato rispetto al vertice dell’area di rigore lascia partire un tiro a giro che si infila sul secondo palo. Un gol che ricorda molto quello realizzato dallo stesso Brown ad Ibrox nella scorsa stagione nel 2-2 del match valido per la Fa Cup (poi vinto dal Celtic per 1-0 nel replay giocato al Paradise con gol di Wilson).
E anche l’esultanza dei tifosi e dello stesso Brown è la stessa di quel giorno ad Ibrox.. Prima del fischio finale annullato ingiustamente un gol a Rogne.
Finisce così 2-0 in favore del Celtic e gli Hoops volano a +4 sui Rangers sempre più in vetta alla Spl. E domenica toccherà al Falkirk nella semifinale della Scottish League Cup.

ST. MIRREN: Samson, Van Zanten, McAusland, Mair, Tesselaar, Barron (Mooy 81’), McGowan, McLean, Carey (Teale 81’), Imrie, Thompson. All. D. Lennon.
CELTIC: Forster, Cha, Rogne, Mulgrew, Ledley, Brown, Wanyama, Ki (Commons 57’), Forrest (Matthews 87’), Samaras (Stokes 57’), Hooper. All. N. Lennon.

Celtic 2-1 Dundee Utd

12′ Hooper (C), 17′ Wanyama (C), 50′ Rankin (D)

V. Wanyama

V. Wanyama

Il Celtic sconfigge per 2-1 il Dundee United grazie soprattutto a un ottimo primo tempo e mantiene così la vetta solitaria della Scottish Premier League.
Per gli uomini di Lennon si tratta dell’undicesimo successo consecutivo in campionato, ruolino di marcia di tutto rispetto. I Bhoys scendono in campo molto decisi e prendono quasi subito in mano il pallino del gioco sin dall’avvio del match disputatosi al Paradise. Infatti, dopo tre corner nei primi otto minuti per il Dundee United, comunque ben sventati dall’attenta difesa del Celtic, Brown e compagni trovano per ben due volte la via della rete e sembrano chiudere i conti già prima del 20’. Al 12’ ci pensa Hooper a sbloccare il risultato: il bomber inglese raccoglie un preciso assist di Stokes si presenta in area per vie centrali e batte Pernis con una precisa conclusione. Per Hooper si tratta del terzo gol contro il Dundee United in questa stagione in altrettante partite disputate. Passano cinque minuti e Wanyama, sempre più decisivo, raddoppia: Izaguirre crossa dalla fascia sinistra e il centrocampista kenyano stacca imperiosamente in area mandando il pallone in rete. Per Wanyama arriva così il secondo gol consecutivo in Spl dopo quello del momentaneo 2-0 sul campo del Dunfermline.
In vantaggio di due reti gli uomini di Lennon dominano la prima parte di gara e prima dell’intervallo sfiorano il tris con Stokes in due occasioni: prima l’attaccante irlandese colpisce di testa su corner, ma la palla va a lato sul secondo palo. Poi è Pernis a negare la gioia del gol sempre a Stokes bloccando la conclusione ravvicinata del bomber e neopapà biancoverde.
Nella ripresa il copione non sembra cambiare: Mulgrew manda di poco fuori un calcio di punizione, mentre Samaras con un tiro dalla distanza costringe Pernis alla parata di pugno. All’improvviso, però, al 50’ la partita si riapre: Rankin lascia partire un preciso e potente tiro rasoterra dai 30 metri che incoccia sul palo interno e si infila in rete superando Forster vanamente proteso in tuffo. Il Dundee United accorcia così le distanze.
Il Celtic sembra accusare il colpo e al 58’ ci vuole tutta la bravura di Forster per deviare in corner il colpo di testa di Daly e negare il pari agli ospiti.
Al 73’ il Celtic torna a farsi vedere con un colpo di testa in tuffo di Samaras da pochi passi che però Pernis blocca senza problemi. Al 77’ Commons prende il posto di Izaguirre tornando in campo dopo il lungo infortunio che lo aveva tenuto ai box dallo scorso novembre. Non succede più nulla se si esclude un contropiede che Ki non riesce a finalizzare e così il match si conclude sul 2-1 in favore del Celtic che ora nel prossimo turno di Spl andrà a far visita al St. Mirren.

CELTIC: Forster, Matthews, Rogne, Mulgrew, Izaguirre (Commons 77’), Brown, Wanyama, Ledley, Samaras, Hooper, Stokes (Ki 65’). All. Lennon
DUNDEE UNITED: Pernis, Neillon, Dillon, Kenneth, Dixon (Douglas 64’), Flood, Mackay-Stevens (Swanson 77’), Robertson, Rankin, Daly, Russell.

Peterhead 0-3 Celtic

36′, 57′, 82′ Stokes (C)

4 Round FA Cup

4 Round FA Cup

Per la prima volta nella sua storia il Celtic affronta in una partita ufficiale il Peterhead e comincia così la sua difesa del titolo della Scottish Fa Cup conquistata nella passata stagione nella finale di Hampden con un netto 3-0 ai danni del Motherwell.
E gli uomini di Lennon ripartono con un identico risultato conseguito a spese della squadra che milita in Third Division nel quarto turno della competizione. Lo scenario è quello tipico e magico dei primi turni della Fa Cup si tratti di Inghilterra, o a maggior ragione, della Scozia. Stadi e paesi piccoli che accolgono le grandi squadre in quella che è innanzitutto una festa: se poi arriva l’impresa, tanto meglio, ma per questa volta giocatori e tifosi del Peterhead si accontentano di aver ospitato in casa loro la capolista della Spl.
Il primo quarto d’ora della gara è piuttosto confuso: il Peterhead parte forte per cercare di sorprendere gli uomini di Lennon che però non si fanno intimorire e pian piano prendono in mano il pallino del gioco e fanno valere il loro maggiore tasso tecnico. Subito dopo il 15’, infatti, Samaras imbecca in due occasioni Stokes, ma a fermare le conclusioni dell’attaccante irlandese ci pensano prima il portiere Jarvie e poi la scivolata di un difensore in disperato recupero. Ancora Stokes protagonista al 27’: il numero 10 biancoverde riceve un cross di Cha dalla linea di fondo, ma mette il pallone alto sopra la traversa.
Passa ancora qualche istante e il dominio del Celtic si accentua con una cannonata di Cha su corner di Mulgrew che si stampa sulla traversa. Dopo una punizione di Mulgrew parata da Jarvie il meritatissimo vantaggio degli Hoops arriva al 36’: Samaras lascia partire un tiro-cross sul quale Stokes mette in rete da pochi passi realizzando l’1-0. Galvanizzato dalla rete segnata, prima dell’intervallo è ancora il solito Stokes a sfiorare il raddoppio con una conclusione che termina di poco alta e poi a trovarlo su assist ancora di Samaras, ma la rete è giustamente annullata per fuorigioco.
Poco male, visto che l’attaccante irlandese rimpingua il proprio bottino nella ripresa: al 57’ Stokes infatti raddoppia con un bel diagonale dai 16 metri. Nel proseguimento della ripresa, Lennon butta nella mischia il ceco Twardzik, al suo debutto ufficiale per i Bhoys, e il giovane giocatore sfiora la rete con un tiro che termina di poco alto. Anche capitan Brown va vicino al tris con un tiro deviato da un difensore che costringe Jarvie a un difficile intervento.
L’unico imprevisto per il Celtic è il guasto a uno dei riflettori che però non impedisce all’arbitro e alle due squadre di portare a termine la gara. Ad approfittarne meglio di tutti è ancora Stokes che sfrutta una bella azione di McGeouch e realizza il 3-0 e la sua tripletta personale.
Il Celtic si qualifica così al turno successivo della Scottish Fa Cup dove dovrà affrontare, ancora in trasferta, la vincente del replay tra Inverness e Dunfermline.

PETERHEAD: Jarvie, Donald, S. Ross, Stachan, McDonald, Sharp (Deasley 46’), D. Ross (Davidson 69’), Redman, McBain, Bavidge (Wyness 76’), McAllister. All. McInally.
CELTIC: Zaluska, Cha, K. Wilson, Mulgrew (McGeouch 81’), Izaguirre, McCourt, Brown, Ki, Ledley (Wanyama 58’), Stokes, Samaras (Twardzik 71’). All. Lennon.

Dunfermline 0-3 Celtic

18′ Stokes (C), 40′ Wanyama (C), 69′ Mulgrew (C)

G. Hooper - V. Wanyama

G. Hooper - V. Wanyama

Uno dei più grossi problemi della passata stagione per il Celtic erano i cali di concentrazione dopo le vittorie nel derby: il pareggio ad Hamilton, la sconfitta sul campo del Motherwell che forse più dell’inattesa e sorprendente sconfitta a Inverness a inizio maggio costarono il titolo in Spl.
Anche per questo la partita esterna contro il Dunfermline era molto attesa per capire se la squadra, al di là della strepitosa rimonta che l’aveva appena portata in vetta alla classifica fosse veramente maturata. Per fortuna, i segnali provenienti in questo senso sono stati tutti molto confortanti. Gli uomini di Lennon, infatti, non hanno abbassato la guardia, hanno espugnato con autorità e con un netto 3-0 East End e hanno mantenuto il primato con due lunghezze di vantaggio sui Rangers che contemporaneamente hanno superato per 3-0 il Motherwell.
Gli ospiti creano il primo pericolo al 7’: Stokes, unico cambio rispetto alla formazione che si era aggiudicata il derby, serve Samaras in area con il greco che crossa senza che però nessuno riesca a intervenire sul secondo palo. Il vantaggio, comunque, è rinviato solo di dieci minuti: al 18’ è infatti Stokes a sbloccare il risultato. L’irlandese raccoglie un appoggio di testa di Samaras controlla il pallone di destro, lo fa passare al di là di Smith e poi conclude con un tiro che si infila all’angolo alto.
Brown e compagni continuano ad attaccare e sfiorano il raddoppio con Wanyama che costringe Smith a un difficile intervento per salvare la propria porta. Passano poi venti minuti senza che succeda granché, con il match che viene nuovamente ravvivato al 36’ da un tiro di Stokes che termina a lato, imitato qualche istante solo da una conclusione di Hardie.
Al 40’ gli Hoops pervengono al 2-0 con un tocco ravvicinato di Wanyama che corregge in rete la punizione di Mulgrew. Il tempo si chiude, infine, con la parata di Forster sul tiro di Burns dal vertice dell’area di rigore.
In avvio di ripresa, invece, è ancora il Celtic a prendere con decisione in mano il pallino del gioco: Forrest sfiora il gran gol dopo un’azione personale sulla destra con il suo tiro in diagonale che sibila di pochi centimetri a lato della porta del Dunfermline. L’appuntamento con il 3-0 è comunque solo rinviato visto che al 69’ Mulgrew trasforma un calcio di punizione dal limite mandando il pallone alle spalle di un non perfetto Smith.
Il finale riserva solamente un errore di Stokes che dunque non riesce a dare il poker al Celtic e il graditissimo ritorno in campo di Izaguirre che prende il posto di Wanyama al 79’ e riprende l’attività agonistica dopo l’infortunio di inizio agosto patito a Pittodrie contro l’Aberdeen. La ciliegina sulla torta al decimo successo consecutivo del Celtic di Lennon in Spl.

DUNFERMLINE: Smith, Boyle, Keddie, Potter, Dowie, Mason (Cardie 52’), Hardie, Burns, Willis (Kirk 63’), Graham, Barrowman.
CELTIC: Forster, Matthews, Rogne, Mulgrew, Ledley, Forrest, Brown, Wanyama (Izaguirre 79’), Samaras, Stokes, Hooper (Ki 66’). All. Lennon.

Celtic 1-0 Rangers

52′ Ledley (C)

J.Ledley

J.Ledley

Quello andato in scena la sera del 28 dicembre al Celtic Park si configura come un autentico miracolo sportivo: non tanto per la vittoria del Celtic contro i Rangers per 1-0 nel secondo derby stagionale maturata grazie a un gol di Ledley quanto perché questo successo garantisce ai Bhoys il sorpasso sui rivali cittadini dopo che Brown e compagni si erano ritrovati a -15 proprio dai Rangers il 5 novembre, quindi poco più di un mese e mezzo prima.
L’affermazione del Celtic sui rivali cittadini, che vale la vetta della Spl, è peraltro ampiamente meritato. In avvio sono proprio i Bhoys a tenere in mano il pallino del gioco e a cercare la via della rete con Hooper che arriva con un attimo di ritardo in due occasioni sul pallone su altrettanti cross provenienti dalla fascia. Anche nei minuti successivi sono i padroni di casa a continuare a fare la partita, ma sono invece i Rangers a rendersi maggiormente pericolosi. Ci vuole infatti un autentico miracolo di Forster per salvare lo 0-0: su cross dalla destra la palla arriva sul secondo palo a Wallace che all’interno dell’area piccola colpisce di testa. Forster però respinge il pallone prima che superi totalmente la linea di porta e lo manda a incocciare il palo prima che la difesa dei Bhoys liberi definitivamente e allontani il pericolo.
Il Celtic reagisce alcuni minuti dopo: Samaras controlla un cross di Forrest e serve Brown: il capitano impegna McGregor che però si salva con un bell’intervento. Ancora McGregor protagonista su un tiro dalla distanza di Hooper: il portiere dei Rangers respinge con qualche difficoltà il pallone che finisce tra i piedi di Samaras con l’attaccante greco che mette in rete. Il gol è però giustamente annullato per la posizione di fuorigioco dello stesso Samaras.
I Rangers tornano a farsi vedere con un tiro alto di McCulloch e con una deviazione pericolosa da pochi passi di Bocanegra su colpo di testa di Jelavic che però termina alta sulla traversa.
Dopo questa parentesi “blu” il finale di tempo è nuovamente di marca biancoverde: prima Forrest conclude alto da buona posizione, poi è Hooper servito da Samaras a impegnare McGregor che blocca in due tempi. Si va così al riposo sullo 0-0.
Nella ripresa il Celtic rientra in campo ancora più deciso a portare a casa la partita e al 52’ trova il meritato vantaggio: Forrest costringe McGregor a deviare in angolo un’insidiosa conclusione indirizzata all’angolo alto e sul corner battuto da Mulgrew Ledley stacca meglio di tutti e realizza di testa l’1-0 che fa esplodere Celtic Park.
Gli uomini di Lennon caricati dal vantaggio e dalla splendida atmosfera del Paradise sfiorano in più occasioni il raddoppio: Hooper viene fermato per un fuorigioco inesistente mentre si stava involando solo verso la porta di McGregor. Wanyama mette alto di testa, Brown spara sopra la traversa dall’interno dell’area di rigore e Forrest è anticipato all’ultimo istante mentre sta per avventarsi su un assist di Samaras.
Ancora Celtic pericoloso con una punizione di Mulgrew che prova a sorprendere McGregor sul primo palo, ma il portiere dei Rangers è attento e mette in angolo. Gli ospiti non riescono a rendersi pericolosi e allora sfogano la loro impotenza e frustrazione con alcuni brutti interventi sui giocatori biancoverdi. Healy e Lafferty ricevono un sacrosanto cartellino giallo per interventi al limite del codice penale, ma chi fa le spese più di tutti del gioco scorretto dei Rangers è Kayal che deve abbandonare il campo in barella. Per l’israeliano si parla purtroppo di uno stop di quattro mesi.
Questa è comunque l’unica nota stonata della serata. Il Celtic si aggiudica l’Old Firm, centra la nona vittoria consecutiva in Spl, ma soprattutto scavalca i Rangers in vetta alla classifica del campionato: un’impresa che, come detto, un mese e mezzo fa sembrava pura fantascienza.

CELTIC: Forster, Matthews, Rogne, Mulgrew, Ledley, Brown, Kayal (Ki 77’), Wanyama, Forrest, Hooper (Stokes 86’), Samaras. All. Lennon.
RANGERS: McGregor, Broadfoot, Bartley, Bocanegra, Papac, Aluko (Wylde 67’), Davis, McCulloch (Healy 79’), Wallace (Edu 79’), Lafferty, Jelavic. All. McCoist.

Celtic 2-1 Kilmarnock

45′, 53′ Samaras (C), 87′ Racchi (K)

G.Samaras

G.Samaras

Non avrebbe potuto esserci un Natale migliore per i tifosi del Celtic accorsi al Paradise, il giorno della vigilia, per assistere al match contro il Kilmarnock: contro i killies dell’italiano Manuel Pascali è infatti giunta l’ottava vittoria consecutiva in Spl per i Bhoys, mentre contemporaneamente i Rangers cadevano per 2-1 sul campo del St. Mirren. Alla vigilia del secondo derby stagionale, dunque, il distacco tra le due squadre di Glasgow si riduce a un solo punto.

Il primo tempo della gara contro il Kilmarnock riserva alla squadra di Lennon alcune difficoltà: gli ospiti si chiudono bene nella loro metà campo e sono insidiosi in ripartenza, mentre il Celtic non è veloce né incisivo in avanti.

In avvio è per l’appunto il Kilmarnock a farsi vedere con un paio di contropiedi ma Mulgrew è attento in entrambe le occasioni e sventa la minaccia. Al 14’ per la prima volta è il Celtic a essere pericoloso: una conclusione di Forrest è respinta in maniera non perfetta da Bell. Sulla ribattuta si avventa Hooper che tenta il tocco sotto da pochi metri, ma mette però il pallone alto sopra la traversa. Passano dieci minuti e un colpo di testa di Samaras su cross di Mulgrew è deviato in calcio d’angolo. A completare il trittico di occasioni fallite una conclusione sparata alle stelle da Wanyama al limite dell’area piccola della porta difesa da Bell: unica consolazione, per il giocatore kenyamo e tutto il Celtic Park il fatto che sugli sviluppi dell’azione il guardalinee avesse già segnalato l’offside del giocatore biancoverde.

Si arriva così quasi allo scadere della prima frazione a reti inviolate, ma proprio quando lo 0-0 sembra il risultato con cui le due squadre andranno al riposo Samaras sblocca il risultato: Cha arriva sul fondo sulla fascia sinistra e lascia partire un cross verso l’area di rigore con l’attaccante greco che sovrasta Sissoko e mette il pallone alle spalle di un Bell che non tenta neanche la parata.

Anche la ripresa si apre all’insegna di un Samaras in giornata di grazia: al 53’ il numero 9 della squadra di Lennon riceve un corto passaggio di Hooper, si libera di un avversario, entra in area e batte Bell con un preciso rasoterra. 2-0 e conti quasi chiusi in favore degli Hoops.

A questo punto il Kilmarnock deve per forza di cosa cambiare condotta di gara e il Celtic trova maggiori spazi per attaccare e andare alla ricerca della terza rete. Hooper, pressato da due difensori non riesce a mettere in rete un cross dello scatenato Cha; pochi minuti più tardi è lo stesso Hooper a imbeccare Samaras che però si fa recuperare da un difensore. Infine, sempre su una discesa sulla fascia di Cha, Ki tenta una spettacolare girata al volo in acrobazia ma non impatta bene con il pallone.

Il Celtic dunque, è in assoluto controllo del match, ma a tre minuti dal 90’ un potente e preciso tiro dalla distanza di Racchi batte Forster all’angolino basso e mette i brividi ai Bhoys e a tutto il Celtic Park. Addirittura in pieno recupero il Kilmarnock sfiora il pareggio, ma prima una tempestiva uscita proprio di Forster e poi un salvataggio a porta vuota di Rogne sul proseguimento dell’azione salvano il 2-1 e tre punti fondamentali per il Celtic che rincorre i Rangers sempre più da vicino.

CELTIC: Forster, Cha, Mulgrew, Wanyama, Ledley, Forrest (K. Wilson 49’), Brown, Kayal, Ki (Rogne 90’), Hooper, Samaras (Bangura 66’). All. Lennon

KILMARNOCK: Bell, Fowler, Sissoko, Pascali, McKeown, Kelly, Buijs (Dayton 62’), Shiels (Racchi 72’), Hay (Kennedy 78’), Harkins, Heffernan.

Mikael Lustig

Mikael Lustig

Il Celtic ha ufficializzato proprio questa mattina l’arrivo di Mikael Lustig. Il 25enne difensore svedese, che era in scadenza di contratto con il Rosenborg, ha firmato un contratto fino al 2015.

Queste le sue prime parole da giocatore biancoverde:

“I have been waiting for this moment for two months now and it feels really good to finally be here” “I first heard Celtic were interested in me a year and a half ago so I watched a lot of their games and it always felt like a good club for me.”
“If I am needed at centre-back then I can play there but I am a right-back and that’s where I want to play,” . “I am quite an offensive player. I want to score goals and make good passes and I think the way Celtic play will suit me well.
“I come from Rosenborg, in Norway, and it’s like Celtic where there is pressure in every game. We wanted to win the league every day there and it’s going to be the same here.”

Scottish Cup Winners 2010/2011

Scottish Cup Winners 2010/2011

Cari bhoys and ghirls finisce un anno intenso per quel che riguarda le emozioni.

Dalla fine dello scorso campionato, con le gioie e i dolori per le sconfitte e qualche vittoria sul campo, alle recriminazioni per quello che avrebbe potuto essere e non è stato, come le sconfitte in League Cup Final e il campionato sfuggito sul filo di lana, ma soprattutto per i fatti che hanno scosso la vita del nostro manager Neil Lennon; dal nostro incontro di Barga, dove il vedere le facce cha fanno capo ai nickname del web provoca sempre un enorme piacere, unita all’accoglienza sempre splendida degli amici toscani; al sorteggio di Coppa Uefa che ha visto i Bhoys opposti all’Udinese, fornendoci la possibilità di una trasferta “europea” entro i nostri confini; al superbo lavoro di Paul Rinaldi, presidente del Celtic Club Udine, che si è fatto letteralmente il “mazzo” per organizzare e regalarci il pre e post partita nella gara del 15 dicembre e ci ha dato la possibilità di assistere alla gara dal settore ospiti, assieme agli scozzesi giunti da oltre manica e non solo.

Ma per me, e qui metto in campo tutto il mio egoismo, il mio orgoglio e la mia emozione, il 2011 è stato qualcosa di particolare, di non comune, di strano, di sorpresa, di passione, di pazzia calcistica, di amicizia sincera.Il fatto di aver dedicato quasi 30 anni a rincorrere la memoria di John Doyle mi ha reso a volte, non lo nego, un personaggio strano; ma come mi hanno insegnato alcuni amici che seguono il Celtic e lo intendono alla mia maniera, tutto ciò che ruota attorno a questo club non può essere lasciato al caso: non serve enfasi ma la giusta attenzione per rendere seria questa passione.

Per questo il concatenarsi di eventi che si sono succeduti in questo 2011 mi ha messo addosso parecchie volte l’adrenalina. Dal mio primo contatto con Joanna Doyle, la figlia del (per me) leggendario Johnny, ai contatti con Padre Justinian McGrade, alla quasi certa ipotesi di non poter partecipare agli eventi in terra di Scozia, all’improvvisa e inaspettata chance di poter volare in tempo utile per rendere omaggio alla memoria di Doyle e tutto quello che ne è seguito; lasciatemelo dire: è stato un anno per me irripetibile. Ecco: irripetibile. Questo è l’augurio che faccio a tutti voi, affinché l’anno che inizia non ripeta l’anno che sta finendo, ma sia diverso in maniera positiva e migliore, nei vostri confronti e di quelli che stanno attorno.

Lo auguro anche alla nostra squadra: che sia irripetibile. Che non ripeta l’epilogo della scorsa stagione. Ieri sera un tassello è stato già messo al posto giusto. Adesso, cari bhoys, tocca a voi andare fino in fondo.

Hail Hail

Alessandro Boretti

St. Johnstone 0-2 Celtic

60′ Hooper (C), 64′ S.Ki (C)

St. Johnstone 0-2 Celtic

St. Johnstone 0-2 Celtic

Dopo l’eliminazione dall’Europa League il Celtic si rituffa nel campionato andando a far visita al St. Johnstone. L’obiettivo sono i tre punti sia per mantenersi a -4 dai Rangers, vittoriosi per 2-1 in casa sull’Inverness, sia per vendicare il ko subito in avvio di stagione al Paradise in un match vinto dal St. Johnstone per 1-0.

Nelle prime fasi la partita appare piuttosto bloccata e gli uomini di Lennon, pur non rischiando nulla, sembrano risentire delle fatiche della gare di 3 giorni prima contro l’Udinese. I Bhoys vanno comunque vicini al vantaggio con Hooper che mette però a lato un cross di Mulgrew e poi con Samaras che impegna il portiere avversario con un insidioso rasoterra. Attorno alla mezzora ospiti ancora pericolosi: Ki libera Cha sulla fascia e il terzino coreano crossa in mezzo un pallone che supera Hooper ma che il difensore del St. Johnstone McCracken quasi devia nella propria porta.

Pochi minuti dopo Majstorovic deve abbandonare il campo per la frattura dello zigomo dopo uno scontro di gioco: per lui, rimpiazzato da Rogne, sono previste sei settimane di stop. Prima dell’intervallo è ancora Hooper a rendersi pericoloso deviando verso la porta avversaria un cross di Cha: Encklemann però si supera e mette il pallone in calcio d’angolo. Proprio sul corner Wanyama svetta bene in area ma tocca il pallone di spalla e non di testa e quindi non riesce a centrare il bersaglio. L’ultima occasione è una punizione di Mulgrew parata però tranquillamente da Encklemann.

La ripresa si apre con un’azione del St. Johnstone e un tiro di Mackay che costringe Forster, fino a quel momento in pratica spettatore del match, a una deviazione in tuffo. Il secondo tempo, dopo questa fiammata dei padroni di casa, vede crescere Forrest che sulla fascia destra inizia a creare scompiglio per gli avversari e si aggiunge al buon lavoro compiuto da Samaras dalla parte opposta del campo. Proprio Forrest conclude alto sopra la traversa dopo un assist di Cha.

Ancora Cha protagonista con un cross indirizzato verso Hooper: Encklemann però devia sopra la traversa il tiro dell’attaccante inglese. Sul corner susseguente, allo scoccare del quarto d’ora, il Celtic riesce a sbloccare meritatamente il risultato: Ki mette il pallone in mezzo, Wanyama prova a indirizzarlo verso la rete. Ne nasce una mischia che Hooper sbroglia nel migliore dei modi gonfiando la rete da pochi passi e portando così i suoi in vantaggio. Passano soltanto quattro minuti e gli ospiti chiudono definitivamente i conti: l’arbitro assegna al St. Johnstone una dubbia punizione dal limite dell’area. Sulla battuta la barriera biancoverde respinge e la squadra di Lennon organizza un grande e rapidissimo contropiede: Samaras porta il pallone nella metà campo avversaria, poi serve Forrest che a sua volta imbecca Ki a cui basta spingere il pallone in rete da pochi metri per fare il 2-0.

Dopo il raddoppio sono ancora Forrest e Samaras a sfiorare in più occasioni il tris: i Saints, invece, si fanno vedere solo dopo l’unico errore giornaliero di Wanyama che lascia il pallone ad Haber che però non sorprende Forster che si salva con una bella parata.

Finisce comunque 2-0  e il Celtic centra così la settima vittoria consecutiva in Spl.

ST. JOHNSTONE: Enckelmann, Mackay, Anderson, McCracken, Maybury, Millar, Moon, Davidson, Craig (Gibson 80’), Robertson (Finnigan 39’), Haber. All. Lomas

CELTIC: Forster, Cha, Majstorovic (Rogne 33’), Wanyama, Mulgrew, Brown, Kayal (McGeouch 77’), Ki, Forrest, Hooper (Bangura 82’), Samaras. All. Lennon.

Udinese 1-1 Celtic

29′ Hooper (C), 45′ Di Natale (U)

Udinese 1-1 Celtic

Udinese 1-1 Celtic

Il Celtic chiude il suo cammino in Europa League con un pareggio sul difficile campo dell’Udinese: agli uomini di Lennon sarebbe servita una vittoria per passare il turno, ma i Bhoys abbandonano la competizione comunque a testa alta e avendo fatto molto più di quanto si potesse prevedere alla vigilia.

Il Celtic tiene bene il campo nelle prime fasi di gara, senza concedere spazi ai padroni di casa, ma al primo errore rischia di capitolare: un passaggio a centrocampo di Scott Brown viene intercettato da Badu che è rapidissimo a verticalizzare per Di Natale: la difesa del Celtic è sorpresa e il capitano dell’Udinese si invola verso la porta avversaria salvo poi mettere di poco a lato il suo pallonetto dal limite dell’area sull’uscita di Forster. Scampato il pericolo è il Celtic che a sua volta sfiora il vantaggio: al 22’ Samaras salta alcuni avversari e poi trova lo spiraglio giusto per servire Hooper. L’inglese controlla il pallone sul lato destro dell’area di rigore e lascia partire un diagonale che però si perde di pochi centimetri a lato della porta difesa da Handanovic.

Dopo una buona parata di Forster su conclusione rasoterra di Di Natale gli ospiti riescono a sbloccare il risultato al 29’, protagonista ancora una volta il duo Samaras-Hooper: il greco, infatti va via sulla fascia sinistra e mette in mezzo un cross insidioso che mette in crisi la difesa Udinese. Handanovic, infatti, non riesce a fare meglio che ribattere il pallone di pugno addosso a Ekstrand: sul pallone, rimasto nell’area piccola, si avventa Hooper che si riscatta dall’errore precedente e sigla l-0. Con questo risultato il Celtic sarebbe qualificato alla fase a eliminazione diretta dell’Europa League, ma da qui al fischio finale mancano ancora sessanta minuti di gioco.

Gli uomini di Lennon comunque continuano a tenere bene il campo e non rischiano nulla fino al 45’ quando arriva il pareggio dell’Udinese: un cross sbilenco dal limite dell’area assume una strana traiettoria: Majstorovic, contrastato da un avversario riesce a toccare di testa, ma non ad allontanare il pallone che finisce tra i piedi di Di Natale che da pochi passi segna l’1-1.

L’episodio cambia l’inerzia della partita: nella ripresa, infatti, la squadra italiana appare più decisa a chiudere i giochi, mentre il Celtic non riesce a sviluppare lo stesso gioco dei primi 45 minuti. Servono allora un po’ di fortuna e uno strepitoso Forster per rimanere in partita nella prima mezzora del secondo tempo. L’Udinese, infatti, attacca e crea diverse occasioni da rete: in particolare Asamoah colpisce il palo da pochi passi.

Gli uomini di Lennon allentano la pressione alla mezzora e sfiorano a loro volta il gol qualificazione: Cha lascia partire un tiro dal limite dell’area con il pallone che si stampa sul palo e rimbalza sul braccio di Handanovic proteso in tuffo. Lo stesso portiere sloveno, però, dà prova di tutti i suoi riflessi e blocca il pallone stesso pochi centimetri prima che varchi la linea di porta. Sul cambio di fronte Di Natale, leggermente defilato sulla sinistra entra in area e costringe Forster a una grande parata: sul pallone, però, dopo il corto rinvio di Majstorovic si avventa un giocatore dell’Udinese che crossa ancora per Di Natale. E’ di nuovo Forster con un altro miracolo a negare il gol al capitano dell’Udinese e a tenere in partita i suoi.

Si arriva così ai minuti finali: i padroni di casa, anche un po’ stanchi allentano la pressione e il Celtic guadagna una serie di corner che producono varie mischie nell’area udinese e anche un presunto calcio di rigore per un tocco di braccio di un difensore. Il risultato però non cambia più: Udinese-Celtic finisce 1-1 e i Bhoys vengono eliminati dall’Europa League, ma possono comunque uscire a testa altissima dalla competizione.

UDINESE: Handanovic, Benatia, Danilo, Ekstrand, Basta, Badu (Pinzi 29’), Asamoah, Doubai (Isla 46’), Armero, Abdi, Di Natale. All. Guidolin.

CELTIC: Forster, Cha, Majstorovic, Wanyama, Mulgrew, Brown, Kayal (Stokes 70’), Ki, Forrest, Samaras (Bangura 83’), Hooper. All. Lennon.

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