5° meeting the italian celts csc

5° meeting the italian celts csc

Partiamo alle dieci, quando accendo il mio registratorino mentale, già in versione-campioni di Scozia. Un noto abitante della Brianza porta infatti una bandiera sulle spalle con la quale affronterà la prima parte del viaggio. Il viaggio stesso comincia con la colonna sonora del raduno, e cioè la canzoncina della “conga”. Dopo una prima parte di viaggio sfolgorante cominciano a calare palpebre e chiacchiere, e verso la mitologica località di Berceto cominciamo ad avvertire i sintomi della fame. Ci fermiamo a mangiare all’autogrill, dove finalmente quando dici “un camogli” ti capiscono, e però il noto abitante della Brianza, ancora con la bandiera verde sulle spalle, alla cassa, viene accolto con un “dimmi, Batman” da un cassiere lunigiano che fa il simpatico. Niente orsetti musicali, sfortunatamente, ma solo un porcellotto cantante canzoni che nulla hanno a che vedere col calcio. Animale palloso.

Il viaggio riprende a sfolgorare, canzoni a tutto volume e amabili chiacchiere. Fino a Viareggio-Lucca, dove ricala umore, palpebre e volume dello stereo fino ad un silenzio irreale ai piedi della salita di Barga. L’umore riprende a girare con le salite, prendendo in esame i chilometri che dividono Fornaci di Barga dal paese come possibile arrivo di tappa del Giro. Stabilito che verrebbe fuori una tappa-pacco perchè l’ultimo pezzo è in falsopiano(il termine non era proprio quello, ma quello vero non si può dire) stabiliamo che Barga va affrontata dall’altro versante, e poi arriviamo.

Noi ci siamo persi la prima parte, sfortunatamente. Nei minuti di recupero vediamo già simpatiche fiaschette in via di svuotamento mentre il presidente racconta di quella volta che Brother Walfrid gli offrì la cena e insieme decisero di fondare il Celtic (in realtà il Celtic è un’idea del Bore, Walfrid gliel’ha solo copiata e messa giù un pò meglio).

Tutti qui? Manca gente. Dove sono quelli della Bassa? Quelli della Bassa sono in alto, in realtà, al paese vecchio, e non verranno a giocare. Capiremo poi il perchè. Noi nel frattempo prendiamo i vestiti e andiamo a giocare a calcetto. In un sanguinolento Barga-Resto del Mondo usciamo sconfitti con onore. Notevole la prestazione del piccolo Filippo, decisamente il migliore in campo. La parte a mio avviso più bella e folcloristica è assolutamente quella del pomeriggio. Al gazebo fuori dal bar del Paolo Gas arrivano due musicisti e si cominciano a cantare cori da stadio, celtic songs e canzoni da pub.

D’improvviso, la calata dei visigoti. Il primo ad essere assaltato è Giuseppe. Un barbaro genoano travestito da Spaghetti Bhoy lo prende a sè dichiarandogli tutta la sua benevolenza e cantando “Giuse, storia di un grande amore”. Sarà la birra, ma è un delirio di risate. L’alcol fa inoltre materializzare un uomo con la cornamusa che si mette a suonare con gli altri due. C’è anche la competition “salame mantovano vs salame cremonese” con vittoria del primo 3-0 a tavolino (il rivale non s’è presentato). La bandiera, giunta alla 18° media, appende Ghido al gazebo, o forse il contrario (non sono sicuro) e la serata si chiude con una bella cena tosco-scozzese a base di salmone, zuppa di farro, scottish pie. Ho solo una rimostranza: non c’era l’all-day brunch coi suoi stupendi fagioli col ketchup.

Durante la cena, l’uomo con la cornamusa e i due ragazzi prendono a suonare canzoni tipiche: “Flowers of Scotland”, una nota suoneria dei cellulari Nokia della quale ignoro il titolo nonchè la “Ninna Nanna” di Brahms a non più di 30 cm da un uomo della Bassa vagamente assonnato (che infatti non si sveglierà nonostante la povera moglie di Bifo, a 5 metri dal poderoso strumento sia costretta ad allontanarsi per manifesta inferiorità dei padiglioni auricolari).

Guardiamo quindi tutti insieme i rigori della finale di coppa Campioni su un telefonino con sky che è in ritardo di circa 4-5 minuti rispetto alla diretta. Verso il secondo rigore calciato arriva Ghido e rivela alla sala che ha vinto il Chelsea. La sala cerca di linciare Ghido, e non solo perchè il Chelsea è gemellato con la squadra che sta morendo.

Ulteriore birra in un locale vicino all’albergo e cominciano i primi dubbi. Infatti, alla domanda “in che albergo siete?” tutti rispondono “alla Pergola”, indicando 3 o 4 posti diversi comprensivi di diminutivo (Pergolina, Pergoletta, Pergolilinetta di papà). Scopro così che Barga dovrebbe chiamarsi “Bargola”, in quanto il potentissimo proprietario dell’albergo in questione ne possiede una percentuale oscillante tra il 60 e il 70%.

Tra di noi dell’auto color nero con riflessi melanzana comincia a farsi largo, tra i litri di alcol, il modo per uscire con qualcosa da questo meeting. Giuseppe sostiene che i punti fermi della vita sono Condivisione e Venirsi Incontro, ma si sbaglia. E’ McGiro ad avere l’idea giusta. Ciò che conta nella vita sono Verità, Abnegazione, Personalismo. Le scrivo con la maiuscola per farvi capire che sono cose davvero importanti che tutti noi dovremmo prendere sul serio, è solo col lavoro che si ottengono risultati.

Ora, il lettore medio si chiederà cosa c’entri. E il lettore medio ha anche ragione, ma eravamo troppo fusi per chiederci effettivamente cosa significasse: ci siamo limitati ad estrapolare dei pensieri importanti. Mi ricorda un pò le lezioni di impianti elettrici alle superiori: non capivo nulla ma ricopiavo, magari un giorno sarebbe servito a qualcosa. No, non è ancora servito, ma la vita è lunga.

Una volta fissati questi pilastri e dopo aver esonerato l’allenatore degli Italian Celts dal suo incarico, possiamo ripartire alla volta dell’ubertosa padania con un unico dubbio.
<<oh, ragazzi, ma che c***o vuol dire “Abnegazione”?>>

Ad maiora.

Dundee Utd 1-0 Celtic

21′ Robertson (D)

Dundee Utd 1-0 Celtic

Dundee Utd 1-0 Celtic

Dopo cinque successi consecutivi, il Celtic di Lennon già sicuro di avere in tasca il titolo di campione della Spl. Perdono per 1-0 a Dundee nel penultimo turno di campionato. Una sconfitta indolore per i biancoverdi, ma che ha fatto comunque storcere il naso a mister Lennon il cui obiettivo era quello di chiudere a punteggio pieno le sfide post-split.

A Tannadice l’avvio è quello tipico delle gare di fine stagione: ritmi piuttosto blandi e nessuna voglia di affondare i colpi. Un atteggiamento normale per un Celtic che può già essere appagato: un po’ meno per il Dundee United che si gioca ancora le proprie chance di guadagnare un posto in Europa League. E non è dunque un caso che a sbloccare il risultato siano proprio i padroni di casa al 21’: il Dundee United batte corto un calcio d’angolo e il pallone arriva a Dixon. Il cross di quest’ultimo trova in area Robertson che con un preciso e potente colpo di testa batte Forster per l’1-0 in favore proprio del Dundee United.

Una volta in svantaggio il Celtic reagisce e attorno alla mezzora ha un paio di occasioni per trovare il pareggio: Hooper trova Commons all’altezza dei 16 metri, ma il tiro dello stesso Commons viene deviato in corner da un difensore. Sugli sviluppi del calcio d’angolo, la difesa del Dundee United non riesce a liberare la propria area di rigore e così serve tutta la bravura di Pernis per neutralizzare la conclusione di Hooper indirizzata in rete. Allo scadere ancora Commons protagonista: il suo tiro dalla distanza impegna Pernis che però può solo respingere il pallone. Sulla ribattuta del portiere del Dundee United il primo ad avventarsi sul pallone è sempre Commons che, defilato sulla sinistra lascia partire un cross che supera i difensori e arriva dalle parti di Stokes. Il numero 10 irlandese deve solo spingere il pallone in rete da pochi passi, ma manca clamorosamente l’impatto con la sfera e così si va al riposo sempre sull’1-0 in favore dei padroni di casa.

A inizio ripresa Watt prende il posto di Stokes e il gioiellino biancoverde si rende subito pericoloso in due occasioni: al 47’ il suo colpo di testa su cross di Lustig viene parato da Pernis che poi respinge anche la conclusione dello stesso Watt al 50’ salvando ancora una volta la propria porta. Al 62’ si fa vedere nuovamente anche il Dundee United: il tiro al volo di Mackay-Steven, dopo un contrasto sospetto tra Wanyama e Rankin, finisce però a lato della porta difesa da Forster.

Al 74’ il Celtic reclama un calcio di rigore per un tocco di mano in area di Keith su cross di Izaguirre, ma l’arbitro sorvola e non concede il penalty. L’occasione più grande per gli uomini di Lennon arriva comunque all’81’: dopo uno scambio rapido con Commons, Hooper si trova a tu per tu con Pernis e lascia partire un diagonale che però non trova il bersaglio, ma finisce di pochissimo a lato del palo e sfila sul fondo.

Il Dundee United, scampato l’ultimo pericolo, gestisce il match fino al 90’ e porta così a casa l’1-0 e una vittoria di prestigio, la prima nel 2011-2012, contro il Celtic.

DUNDEE UNITED: Pernis, Neilson (Watson 54’), Dillon Gunning (Kenneth 82’), Dixon, Flood, Ryan, Robertson, Rankin, Mackay-Steven (Russell 66’), Daly.

CELTIC: Forster, Lustig, Rogne (Wanyama 55’), Mulgrew, Matthews, Izaguirre, Brown (McGeouch 71’), Ledley, Commons, Hooper, Stokes (Watt 46’). All. Lennon

Celtic champions 2011/2012

Celtic champions 2011/2012

Cari soci, concludiamo questa annata vincente, ma anche particolare per le note vicissitudini in SPL, con alcune riflessioni. La prima cosa che mi salta alla mente, da “antenato” appassionato dei bhoys (la prima esperienza data infatti fine anni ’70) è l’aver constatato che molti di voi sono entrati letteralmente nella parte, cioè nel sentirsi tifosi biancoverdi alla stregua di tutti coloro che vivono nelle isole britanniche o che da lì sono emigrati: un esempio ne sono le vostre esternazioni che vedo postate nei commenti sul nostro forum quando, dopo una sconfitta, si richiede a gran voce la cacciata dell’allenatore o del tal giocatore senza mezzi termini. Basta tuttavia una vittoria per elevare gli stessi soggetti a “eroi salvatori della patria” !! E’ la reale incarnazione dello spirito del tifoso dei bhoys; e questo è un sintomo che anche per noi “italians” il seme della passione ha messo il germoglio. La stagione che si è appena conclusa può lasciarci l’amaro in bocca, per le considerazioni di cui sopra, viste le sconfitte inopinate nelle due coppe nazionali, ma invito a leggere in profondità il percorso di Lennon & c.. Vincere un titolo non è mai facile, soprattutto partendo dalle opache prestazioni di inizio stagione e rincorrendo gli avversari per colmare un notevole divario. Ma se pensiamo che da quel momento la squadra ha sbaragliato gli avversari, dobbiamo essere fieri di festeggiare un titolo che mancava dai tempi di Strachan; e per una squadra condannata a vincere possiamo guardare al bicchiere mezzo pieno, il punto da cui ripartire per ripeterci (cosa mai agevole) e per migliorare sotto tutti gli aspetti, senza dimenticare che in passato quando noi eravamo in grosse difficoltà tecniche ed economico-finanziarie, altri club hanno fatto incetta di titoli nazionali mostrando quella “fame di vittorie” che in qualche occasione a noi è indubbiamente mancata. Come CSC non posso che lodare e ricordare con felicità le iniziative che in questa stagione abbiamo intrapreso, dai ritrovi non ufficiali, alle trasferte ufficiali e non, al classico meeting annuale di Barga (potremo mai ringraziare a dovere gli amici di Barga ?), il tutto sempre all’insegna dell’allegria, della passione e dell’amicizia. Intendo ringraziare, a nome di Sainam, tutti coloro che hanno contribuito con la propria generosità ad aiutare Claudio e la sua associazione, mostrando ancora una volta che il Celtic è una grande famiglia. Ritengo quindi che, vittorie e sconfitte a parte, passione, allegria e amicizia siano i punti focali che ci devono spingere oltre le vicissitudini calcistiche, perché incarnano lo spirito del vero tifoso del Celtic, quale ognuno di noi deve essere. Tutto il resto passa in secondo piano, Conga a parte !!!!!

HAIL HAIL – Boretim – Il Presidente

Celtic 1-0 St.Johnstone

28′ Stokes (C)

Thai Tims

Thai Tims

Continua la festa per il Celtic e per tutti i suoi tifosi: dopo la vittoria nel derby contro i Rangers con il punteggio di 3-0 i biancoverdi di mister Lennon superano di misura anche il St. Jonhstone mantenendosi a punteggio pieno nelle gare post-split.
La gara non regala particolari emozioni in avvio e così si arriva senza troppi sussulti fino al 28’ quando Stokes porta in vantaggio i padroni di casa: lo stesso numero 10 irlandese si conquista un corner che va a battere McGeouch. La traiettoria disegnata dal giovane talento biancoverde pesca Mark Wilson: il capitano della serata serve Bangura che conclude verso la porta. Il suo tiro supera il portiere del St. Johnstone e trova ben appostato Stokes che deve solo spingere il pallone in rete per l’1-0 in favore del Celtic. Al 36’, poi, Bangura impegna con un bel tiro da lontano il portiere avversario Mannus. Sull’altro fronte, invece, una punizione dai 30 metri di Craig si perde di poco a lato della porta difesa da Zaluska. Il portiere polacco, comunque, è chiamato a intervenire pochi secondi prima dell’intervallo e a chiudere lo specchio della porta a Davidson dopo che Morris aveva colto di sorpresa la difesa degli Hoops con una bella azione personale.
Nella ripresa il Celtic parte forte per cercare il raddoppio e chiudere la partita e così gli uomini di Lennon hanno alcune ghiotte occasioni nei primi minuti: Ledley impegna Mannus con un tiro da fuori e sulla ribattuta del portiere Commons mette alto sopra la traversa. Commons ci prova ancora al 53’ su punizione ma la traiettoria disegnata dal numero 15 biancoverde finisce dritta tra le braccia di Mannus. Alcuni minuti più tardi, invece, Bangura è sfortunato quando, servito da Stokes, lascia partire un tiro che colpisce il palo.
Sull’altro fronte il St. Johnstone si vede con un tiro di Morris che però non riesce a centrare il bersaglio e con una bella discesa di Maybury che mette in mezzo un pallone che deve solamente essere spinto in rete: fortunatamente per il Celtic nessun giocatore della squadra di Perth arriva in tempo sul cross del compagno e così la porta di Zaluska rimane inviolata.
Infine, il debuttante Ibrahim, entrato alcuni minuti prima al posto di Commons, si vede negare, nel primo minuto di recupero, la gioia del gol al debutto con il Celtic. La conclusone ravvicinata del nigeriano, infatti, si sta per infilare in rete, quando Hooper, in posizione di fuorigioco, tocca comunque il pallone prima che questo superi la linea di porta. Il gol è dunque annullato e Ibrahim deve rimandare l’appuntamento con la sua prima gioia personale in biancoverde.

CELTIC: Zaluska, M. Wilson (Cha), Rogne, K. Wilson, Izaguirre, McGeouch (Hooper), Wanyama, Ledley, Commons (Ibrahim), Stokes, Bangura. All. Lennon.
ST. JOHNSTONE: Mannus, Davidson, Morris, Anderson, Millar (Riordan), Davidson, Craig, Sheridan, Maybury, McCracken, Adams (Haber).

Si terrà a Barga il 5° Meeting nazionale dei Celtic Supporters Club italiani (il 3° di seguito nel caratteristico borgo toscano) nei giorni del 19 e 20 maggio 2012. Sul sito del Barga Celtic Supporters Club (www.bargacsc.com) troverete il calendario completo delle giornate in cui Barga ospiterà gli amici del The Italian Celts e dell’Udine Celtic Club (http://celticudine.altervista.org/blog/) per costituire un unico battaglione bianco-verde.

In particolare sabato 19 maggio alle ore 11.00 presso la Sala Consiliare del Comune di Barga avrà luogo un incontro con Diletta Nicastro, autrice della serie “Il mondo di Mauro & Lisi”, cui sono state invitate le scuole del comune di Barga.

“Il mondo di Mauro & Lisi”: Coraggio, intelligenza e conoscenza. Nessuna magia, nessuna bacchetta, nessuna pozione. Mauro, Lisi e Kieran (grande tifoso del Celtic) vivono nel mondo di tutti i giorni, in luoghi sempre diversi, sempre stupefacenti, ma sempre veri: i luoghi più belli della nostra Terra. Quei luoghi che l’UNESCO difende giorno e notte, per lasciarli in eredità alle generazioni future. Per fronteggiare i pericoli che minacciano questi tesori, i tre eroi non ricorrono ad incantesimi o a creature fatate. Usano le loro qualità fisiche e mentali, qualità proprie di tanti ragazzi d’oggi. Amano viaggiare, conoscono le lingue, maneggiano le nuove tecnologie, si appassionano per una partita di calcio e si arricchiscono degli insegnamenti tramandati dal passato. Leggono, studiano, giocano, si informano e si assumono le responsabilità delle loro scelte, giuste o sbagliate che si rivelino. Riflettono, discutono, si aiutano, falliscono, riescono. Non hanno paura. Perché credono nei loro sogni e si battono per un mondo migliore.

Mentre in serata si terrà una cena tosco-scozzese allietata dal suono di cornamuse presso la Trattoria da Riccardo, la partecipazione è aperta anche ai non soci del Club.

Celtic 3-0 Rangers

17′ Mulgrew (C), 31′ Commons (C), 54′ Hooper (C)

Celtic 3-0 Rangers

Celtic 3-0 Rangers

Un Celtic concentrato e determinato si prende la rivincita sui rivali cittadini dopo il discusso 3-2 subito ad Ibrox a fine marzo, si impone per 3-0 nel derby giocato al Paradise e ribadisce la propria superiorità sui Rangers in questa stagione.
I biancoverdi partono subito forte, decisi a non regalare nulla agli avversari e al 6’ creano la prima occasione: Izaguirre fugge sulla fascia sinistra e lascia partire un cross sul quale si avventa Matthews la cui conclusione termina però a lato della porta difesa da McGregor. I Rangers provano a reagire, ma collezionano solo una serie di sterili calci d’angolo. Gli uomini di Lennon così prendono ancor più saldamente in mano il pallino del gioco e al 17’ sbloccano il risultato: Commons batte un calcio d’angolo dalla destra e Mulgrew ben appostato sul secondo palo e dimenticato dalla difesa avversaria si produce in uno spettacolare colpo di testa in tuffo che manda il pallone in rete per la grande gioia dei quasi 60.000 del Paradise.
Gli ospiti provano ancora a reagire, ma non centrano mai la porta difesa da Forster, visto che nelle due occasioni più insidiose, il tiro di Whittaker e il colpo di testa di McCulloch si perdono entrambi alti sopra la traversa. Così il Celtic riesce a raddoppiare poco dopo la mezzora: Hooper, defilato sulla destra riesce a trovare con un passaggio in orizzontale Commons: il numero 15 biancoverde supera con un tocco delizioso il proprio diretto marcatore, si presenta solo davanti a McGregor e lo batte con un altrettanto delizioso tocco sotto. E, prima dell’intervallo Wanyama sfiora il tris con una potente conclusione che costringe McGregor a un intervento difficile per salvare la propria porta. Si va così al riposo sul 2-0 in favore del Celtic.
Nella ripresa il copione non cambia e nei minuti iniziali il Celtic continua a collezionare occasioni: un cross di Izaguirre non riesce a trovare Hooper ben appostato in area, Ledley impegna McGregor con una conclusione da fuori e, sul seguente calcio d’angolo lo stesso numero uno dei Rangers sventa con prontezza una mischia. Il 3-0 però è maturo e arriva puntualmente al 52’: Samaras recupera in scivolata un pallone sulla trequarti avversaria e riesce a servire Hooper che controlla e scarica una conclusione potente e precisa sotto la traversa alle spalle di McGregor.
La partita in pratica si conclude qui: Samaras prima e Izaguirre poi vanno vicini al 4-0, mentre gli ospiti si rendono pericolosi solo con una punizione di Aluko sul quale però Forster non si fa sorprendere. Il Celtic così si aggiudica l’ultimo derby stagionale e vola a +21 in classifica sui rivali cittadini, mantenendosi peraltro a punteggio pieno nelle partite del post-split in Spl.

CELTIC: Forster, Matthews, Loovens, Mulgrew, Izaguirre, Brown, Wanyama, Ledley, Commons (McCourt 85’), Samaras (Stokes 81’), Hooper (Watt 89’). All. Lennon
RANGERS: McGregor, Whittaker, Goian, Bocanegra, Wallace, Little (Kerkar 72’), McCabe (Ness 57’), Bartley, Edu, Aluko, McCulloch. All. McCoist.

Motherwell 0-3 Celtic

63′ 66′ T.Watt (C), 83′ D.Cha (C)

Motherwell 0-3 Celtic

Motherwell 0-3 Celtic

Dopo la cocente amarezza per l’eliminazione dalla Fa Cup il Celtic si ributta sul campionato con già la certezza del titolo in tasca, ma con la ferma intenzione di non regalare nulla agli avversari e confermare così la loro superiorità rispetto a tutte le contendenti.
Gli uomini di Lennon vanno così in trasferta a Motherwell nella prima giornata dopo lo split, ovvero la divisione delle squadre di Spl in due “poule” da sei e rifilano ai padroni di casa un netto 3-0. Pronti-via e a chiarire che il Celtic è tutt’altro che appagato ci pensa Commons, la cui conclusione da fuori area si perde di poco a lato.
Pochi istanti dopo è Cha a indirizzare dalla destra un preciso cross sul quale però Brozek, al debutto dal primo minuto con gli Hoops, arriva con un attimo di ritardo. Al 10’, dopo una mischia a seguito di un corner Wanyama conclude verso la porta degli Steelmen, ma non riesce a centrare il bersaglio. Sull’altro fronte, invece, Zaluska è attento a bloccare Humphrey che si era presentato pericolosamente nell’area del Celtic. Sempre Humphrey impegna il portiere dei campioni di Scozia dalla distanza, ma Zaluska si fa trovare pronto. L’occasione più ghiotta del primo tempo capita però sui piedi di Brozek: Wanyama serve l’attaccante polacco che si presenta in area, ma manda clamorosamente il pallone a lato.
Prima dell’intervallo comunque il Celtic ci prova ancora con un tiro di Ledley deviato sopra la traversa, un paio di conclusioni di Commons (la prima imprecisa e la seconda bloccata dal portiere del Motherwell) e ancora con Brozek chiuso però da Randolph.
Dopo aver sciupato così tanto nel primo tempo gli uomini di Lennon rischiano di capitolare a inizio ripresa: al 50’, infatti, Law è bene appostato in area, ma il suo tiro termina a lato. Sempre Law impegna Zaluska alcuni minuti dopo, prima che il Celtic torni a macinare gioco e a creare occasioni: Ledley mette a lato concludendo da fuori area, mentre il tiro di Cha, ben smarcato da McCourt manca di potenza e viene bloccato facilmente da Randolph.
Al 60’ Watt fa il suo ingresso in campo e il suo debutto con la maglia del Celtic e per il giovane diciottenne, tra l’altro tifoso dei Bhoys, sarà un debutto da sogno: passano infatti solo pochi minuti e Watt ben appostato sul secondo palo mette in rete il cross dalla fascia destra di Wanyama.
La giornata da incorniciare di Watt non è ancora finita, visto che il talentino biancoverde sfrutta al meglio una discesa di Ledley, controlla il pallone appena dentro l’area di rigore e batte Randolph con un preciso diagonale rasoterra per la sua doppietta.
La gara ormai non ha più storia e Commons costringe al miracolo il portiere del Motherwell, prima che Cha di testa, su cross di McCourt dalla sinistra metta a segno il tris. Nel finale, poi anche Hooper e McCourt vanno vicini alla quarta rete, ma il risultato non cambierà più e la gara si conclude così 3-0 in favore del Celtic.
Da segnalare, infine, che i nomi sulle maglie indossate dal Celtic in questa partita erano scritti in lingua Thai con le maglie stesse poi messe all’asta a favore della Good Child Foundation.

MOTHERWELL: Randolph, Hateley, Hutchinson, Clancy, Hammell, Humphrey, Jennings, Carswell (Murphy 67’), Law, Daley (Ojamaa 61’), Higdon.
CELTIC: Zaluska, Wanyama, Rogne, Mulgrew, Cha, Ki (McCourt 41’), Commons (Lustig 77’), Ledley Izaguirre, Brozek (Watt 60’), Hooper. All. Lennon.

Celtic 1-2 Hearts

47′ R.Skacel (H), 87′ G.Hooper (C), 90′ C.Beattie (H)

Celtic 1-2 Hearts

Celtic 1-2 Hearts

Il Celtic neo-campione di Scozia va ad Hampden per giocare la semifinale di Scottish Fa Cup contro gli Hearts: i favori del pronostico sono dalla parte dei biancoverdi di Lennon che però, proprio come nella finale di coppa di lega contro il Kilmarnock escono sconfitti dal campo dopo aver incassato un gol nel finale e a seguito di alcune discutibili decisioni arbitrali.
L’avvio vede le due squadre fronteggiarsi a ritmi piuttosto elevati e dopo pochi secondi un errato retropassaggio della difesa del Celtic regala la prima occasione agli Hearts: Forster è però attento e chiude in calcio d’angolo.
Dopo queste prime fasi è comunque il Celtic a prendere saldamente in mano il pallino del gioco, mentre gli Hearts si limitano a difendere chiusi nella loro metà campo e a provare a pungere con qualche contropiede. Al 15’ Samaras non riesce ad arrivare sul pallone su un cross di Mulgrew, mentre al 23’ McGowan su corner manda il pallone alto sugli sviluppi di un corner in favore della squadra di Edimburgo.
Come detto, però, è il Celtic a fare la partita: al 26’ ancora un cross di Mulgrew pesca Hooper in area, ma il colpo di testa dell’attaccante inglese termina sul fondo. MacDonald, poi, si salva su una conclusione dalla distanza di Commons, ma l’occasione più grande per il Celtic arriva proprio allo scadere: Lustig mette un pallone nell’area avversaria e Ki tutto solo sul secondo palo colpisce di testa, ma proprio la palla va a incocciare il palo della porta degli Hearts e si va al riposo sullo 0-0.
A inizio ripresa si concretizza una delle più antiche leggi del calcio: “gol sbagliato-gol subito”: al 46’, infatti, il neo-entrato Beattie, ex della partita, verticalizza per Skacel che salta Forster e con freddezza mette il pallone in rete nonostante il tentativo di disperato recupero della difesa del Celtic. Il vantaggio galvanizza gli Hearts, che, approfittando di un Celtic sempre più sbilanciato alla ricerca del pareggio, sfiorano il raddoppio ancora con Skacel, che impegna Forster su punizione e poi con Beattie, la cui conclusione dalla distanza finisce di poco a lato della porta del Celtic.
Nei minuti finali, però, il Celtic torna a crederci e cinge d’assedio l’area degli Hearts: all’81’ ancora Ki, ancora sul secondo palo e ancora di testa in tuffo colpisce ancora il palo. MacDonald poi si salva su punizione di Mulgrew e su un batti e ribatti in area alcuni istanti dopo Stokes a due passi dalla linea di porta tocca di ginocchio il pallone indirizzando verso Hooper che però non riesce a ribadire in rete. Il meritato pareggio si concretizza all’86’: Mulgrew crossa dalla sinistra e Hooper a centro area (e in leggero fuorigioco) di testa manda il pallone alle spalle di MacDonald.
Tutti credono che il gol dell’inglese manderà le squadre ai supplementari, ma proprio al 90’ l’arbitro concede un calcio di rigore per un tocco di mano di Ledley in area su conclusione di un avversario: la distanza tra i due giocatori è minima, ma l’arbitro concede il penalty che Beattie trasforma mandando in finale gli Hearts.
Non prima però che il Celtic crei altre due occasioni: un tiro di Ledley parato a terra da MacDonald e una mischia in area nella quale il pallone finisce sul braccio di un difensore degli Hearts senza che però l’arbitro conceda il rigore.

CELTIC: Forster, Lustig (Wanyama 75’), Loovens, K. Wilson, Mulgrew, Brown (McGeouch 82’), Ki, Ledley, Commons, Samaras (Stokes 60’), Hooper. All. Lennon.
HEARTS: MacDonald, McGowan, Webster, Zaliukas, Grainger, Robinson (Beattie 46’), Barr, Black (Santana 65’), Driver, Elliott (Prychynenko 78’), Skacel. All. Paulo Sergio.

Kilmarnock 0-6 Celtic

8′ C.Mulgrew (C), 17′ G.Loovens (C), 35′ C.Mulgrew (C), 45′ G.Hooper (C), 88′ J.Ledley (C), 90′ G.Hooper (C)

Champions of Scotland !

Champions of Scotland !

Siamo sinceri: quanti di noi, lo scorso ottobre, nell’intervallo della partita Kilmarnock-Celtic, con i Killie in vantaggio per 3-0, ma soprattutto i Rangers avanti in classifica di una dozzina di punti credevano ancora nella possibilità di conquistare il titolo della Spl?

E invece…i ragazzi di Lennon quel giorno furono capaci di rimontare le tre reti di svantaggio nel secondo tempo e, nelle settimane successive, di avviare una strepitosa rimonta che li ha portati a conquistare la vetta della graduatoria il 28 dicembre con la vittoria nel derby per 1-0 e a non mollarla più.

E non è un caso che la certezza matematica della conquista della Spl, dopo tre stagioni di attesa, sia arrivata proprio a Rugby Park, lì dove tutto il meglio di questa stagione aveva avuto inizio. I biancoverdi di Glasgow sanno che basta loro un punto per laurearsi campioni di Scozia, ma non vogliono imprevisti e quindi si gettano subito in avanti alla ricerca del gol che metta in discesa la partita. Un gol che non tarda ad arrivare visto che già all’8’ Mulgrew batte per la prima volta Bell: il numero 21 del Celtic svetta sugli sviluppi di un corner e con un preciso colpo di testa manda il pallone alle spalle del portiere avversario. Brown e compagni comunque non si accontentano e raddoppiano al 17’: su un calcio d’angolo battuto corto, Mulgrew lascia partire un cross dal vertice sinistro dell’area di rigore. La palla arriva sul secondo palo a Loovens che colpisce di testa in tuffo e realizza il secondo gol per il Celtic.

I 14.000 tifosi biancoverdi che affollano tre dei quattro settori del Rugby Park sono in visibilio e inizia la grande festa: Bell riesce a deviare sopra la traversa una punizione calciata da Ki, ma al 35’ Mulgrew cala il tris accentrandosi dalla fascia sinistra e lasciando partire una conclusione che si infila all’angolino basso sul secondo palo. Dopo il 40’ Samaras, servito in area da Commons, impegna Bell e proprio allo scadere arriva anche il quarto gol che mette la ciliegina sulla torta al monologo del Celtic nel primo tempo: l’onnipresente e scatenato Mulgrew lascia partire un cross che trova appostato sul secondo palo Hooper: per l’inglese è un gioco da ragazzi mettere il pallone in rete da pochi passi.

Nella ripresa il Celtic abbassa il ritmo e il Kilmarnock prova almeno a rendere meno pesante il passivo, ma non impensierisce mai Forster. Sono sempre gli ospiti, invece, a creare occasioni: al 60’ sugli sviluppi di un rapido contropiede Commons mette Loovens a tu per tu con il portiere avversario, ma Bell esce tempestivamente e costringe il difensore olandese a calciare a lato.

Samaras e Stokes (che prende il posto proprio dell’attaccante greco) provano senza successo ad aggiungere il loro nome al tabellino dei marcatori, ma proprio quando lo 0-4 sembra essere il risultato definitivo, nei minuti finali Ledley e Hooper arrotondano ulteriormente il bottino dei Bhoys. Prima il gallese sfrutta al meglio un geniale assist di Twardzik e batte con un altrettanto pregevole colpo sotto Bell in uscita. Poco più di un minuto dopo, invece, è Hooper a scagliare il pallone sotto la traversa con un tiro potente e preciso da fuori area. Finisce così 6-0 e al triplice fischio finale anche i giocatori e Lennon possono scatenarsi nei festeggiamenti per un titolo, il 43° della storia, atteso da tre stagioni.

KILMARNOCK: Bell, Gordon (Barbour 46’), Nelson, Sissoko, Johnston, Hay (Dayton 46’), Fowler, Kelly, Harkins, Van Tornhout (Heffernan 61’), Shiels. All. Shiels

CELTIC: Forster, Matthews, Loovens, K. Wilson, Mulgrew (Blackman 76’), Brown (Twardzik 48’), Ki, Ledley, Commons, Samaras (Stokes 74’) Hooper. All. Lennon.

Celtic 2-0 St. Johnstone

66′ G.Samaras (C), 70′ o.g. C.Millar (J)

Celtic 2-0 St.Johnstone

Celtic 2-0 St.Johnstone

Il Celtic si porta a un punto dalla conquista matematica del titolo della Spl grazie alla vittoria per 2-0 contro il St. Johnstone. Il Paradise fa registrare il tutto esaurito nella speranza che la gara interna possa portare a centrare l’obiettivo atteso ormai da alcune stagioni, ma i Rangers fanno un altro scherzetto ai Bhoys dopo averli battuti nel derby la settimana prima: gli uomini di McCoist infatti vincono in trasferta e in rimonta sul campo del Motherwell e così Brown e compagni entrano sul terreno di gioco sapendo che, qualunque sia il loro risultato, la festa per il titolo dovrà essere rimandata almeno di un’altra settimana.
L’inizio dei biancoverdi sembra convincente: nei primi minuti Samaras si guadagna un calcio di punizione che Stokes calcia alto sopra la traversa e pochi istanti dopo lo stesso giocatore greco serve sempre Stokes il cui colpo di testa è però troppo debole per impensierire Mannus. L’occasione più grossa capita però sui piedi di Commons, che duetta con Ledley prima che la palla giunga a Stokes: l’irlandese mette proprio Commons solo davanti al portiere avversario, ma la sua conclusione termina di poco a lato e il punteggio rimane di 0-0.
Attorno alla mezzora anche Forster viene chiamato in causa quando salva una punizione dai 30 metri di Liam Craig. Proprio allo scadere della prima frazione, infine, Mannus smanaccia una punizione: il pallone rimane in area, ma le conclusioni prima di Mulgrew e poi di Stokes vengono respinte nei pressi della linea di porta da Wright.
Nella ripresa il St. Jonhstone prova a sorprendere il Celtic e si rende pericoloso prima con l’ex Sheridan e poi con Sandaza le cui conclusioni però non centrano il bersaglio. Gli uomini di Lennon rispondono con un tiro dal vertice dell’area di Brown che sfila di poco a lato del palo e con un’altra conclusione da fuori di Commons che Mannus devia con la punta delle dita in corner.
Al 66’ finalmente il risultato si sblocca: Commons batte una punizione, guadagnata da Samaras, sul lato sinistro dell’attacco e va a pescare ben appostato sul secondo palo l’attaccante greco che colpisce di testa e manda il pallone in rete portando il Celtic in vantaggio.
Il St. Johnstone non si dà per vinto e serve una strepitosa scivolata di Matthews su cross basso di Croft per anticipare Craig a cui sarebbe bastato spingere il pallone in rete per centrare il pareggio. A far passare la paura a Celtic Park ci pensa ancora una volta Samaras la cui progressione sulla destra si conclude con un traversone basso deviato nella propria porta da Millar.
Con il risultato al sicuro il Celtic allenta un po’ la presa e gli ospiti provano almeno ad accorciare le distante: Forster però respinge in maniera efficace la punizione di Craig prima che lo stesso Craig calci alto da ottima posizione. Le ultime emozioni sono regalate da due tiri dalla distanze di Ki e Mulgrew che però non riescono a siglare il 3-0.

CELTIC: Forster, Lustig (Matthews 55’), Rogne, Loovens, Mulgrew, Commons, Brown, Ledley, Samaras, Stokes (Ki 63’), Hooper (Blackman 87’). All. Lennon
ST. JOHNSTONE: Mannus, Mackay, McCracken, Wright, Maybury, Croft (Onyenuga 90’), Millar, Morris (Moon 85’), Craig, Sandaza, Sheridan. All. Lomas.

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